Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

lunedì 2 novembre 2026

Maestro della Maiestas Domini di Sant'Angelo in Formis

 



Maestro della Maiestas Domini di Sant'Angelo in Formis
Cristo Pantocratore in trono (ca. 1100)
Basilica di Sant'Angelo in Formis, Sant'Angelo in Formis, Caserta, Italia



Il Cristo siede in maestà su un ricco trono gemmato, con lo sfondo azzurro cobalto, mentre con la mano destra compie un gesto di benedizione e con la sinistra regge un libro aperto.

L'iscrizione: Sul libro aperto è leggibile la scritta latina: 

"EGO SUM ALFA ET O(MEGA) PRIM(US) ET NOVISSIMUS"
("Io sono l'alfa e l'omega, il Primo e l'Ultimo", dall'Apocalisse)

L'opera rappresenta uno dei massimi e meglio conservati esempi di pittura medioevale in Campania, caratterizzato da una forte e raffinata fusione tra la tradizione bizantina e quella dell'arte romanica locale.

La mano che benedice può sembrare una forma simile al gesto moderno delle corna ma in realtà è la benedizione alla greca, in cui le dita della mano destra assumono una posizione dal profondo significato simbolico e teologico:

Il pollice, l'indice e il medio sono tesi o parzialmente uniti per simboleggiare la Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo).

L'anulare e il mignolo si piegano verso il palmo per rappresentare la doppia natura di Cristo, ovvero quella divina e quella umana.

In molti modelli bizantini correlati, la disposizione delle dita riproduce visivamente le lettere greche IC XC, l'abbreviazione di Iesous Christos (Gesù Cristo).





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