L'immagine mostra l'ultima pagina del celebre fumetto "Master Race", scritto da Al Feldstein e disegnato da Bernie Krigstein, pubblicato originariamente nel 1955 sulla rivista Impact #1 della EC Comics.
Quest'opera è considerata una pietra miliare della nona arte, celebre per la sua drammatica rappresentazione dell'Olocausto e per la tecnica innovativa di scomposizione del movimento visibile proprio in questa tavola.
Il finale della storia rivela un profondo e drammatico colpo di scena:
Per tutta la durata del fumetto, il protagonista Reiss, un uomo visibilmente terrorizzato e ossessionato, scappa da un misterioso "uomo in nero" all'interno della metropolitana. Il lettore è indotto a pensare che Reiss sia una vittima e l'altro un carnefice nazista che lo sta braccando.
Nelle vignette finali si scopre l'esatto contrario. L'uomo in nero è in realtà un sopravvissuto ai campi di concentramento, mentre Reiss era il comandante e aguzzino nazista del campo, fuggito in America sotto falsa identità per rifarsi una vita.
Preso dal panico e convinto che il sopravvissuto sia venuto a cercarlo per vendicarsi, Reiss perde il controllo, corre lungo la banchina della stazione e muore travolto dalle ruote del treno in arrivo. Nelle ultime tre iconiche vignette, l'uomo in nero osserva la scena immobile e dichiara ai passanti di non averlo mai visto prima e che si trattava di un perfetto sconosciuto.

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