Jacobus Vrel - Woman at a window, waving at a girl (1650-55)
(Donna alla finestra che saluta una bambina)
Olio su tavola - 45,7 × 39,2 cm - Fondation Custodia, Parigi
Vrel non dipingeva scene di genere convenzionali e allegre come molti suoi contemporanei; preferiva stanze silenziose, spoglie e personaggi di spalle che sembrano isolati dal mondo, creando quel senso di alienazione e mistero che oggi ci fa sembrare le sue opere così moderne e quasi "gotiche".
Anche se non espresso chiaramente la figura della bambina al di là del vetro ha una forte qualità spettrale.
Ci sono diversi elementi che contribuiscono a questa sensazione da "storia di fantasmi":
L'oscurità impenetrabile: La finestra si affaccia su un buio profondo e innaturale. Non si intravedono strade, alberi o case della tipica città olandese, ma solo un vuoto nero da cui emerge il volto pallido della bambina.
L'aspetto della bambina: Il viso è estremamente pallido, quasi monocromo, e sembra quasi fluttuare contro il vetro senza un corpo ben definito.
La reazione della donna: La donna è completamente assorta e protesa in avanti, quasi in uno stato di trance o di profonda nostalgia. Non sappiamo se stia salutando una bambina reale che gioca fuori al buio o se stia evocando un ricordo, forse la perdita di un figlio, un tema purtroppo molto comune all'epoca.
La sedia inclinata sulla sinistra in un equilibrio precario che rompe la quiete della stanza e aggiunge un senso di sottile inquietudine e instabilità psicologica all'intera scena.


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