Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

martedì 9 febbraio 2016

Cosa succede dopo la morte secondo il Corano ai combattenti della Jihād



Cosa succede dopo la morte secondo il Corano ai combattenti (uomini e donne) della Jihād


UOMO

Lo shahîd (martire) accede a un paradiso sensuale, gli sono assegnate spose vergini (il numero varia, “72” è ricorrente), con seni cresciuti, gonfi, a forma di pera.
I peni degli eletti non si ammosciano mai, l’erezione è eterna.
Le vergini hanno qualità fisiognomiche assolutamente attraenti: occhi larghi e belli come perle, di pelle bianca e senza peli, alte e larghe il giusto, trasparenti, eternamente giovani, ovviamente illibate e caste, con gli imeni intatti e vagine appetenti.
Zero complicazioni: non urinano, non defecano, senza mestruazioni e non partoriscono.
Osservano modestamente, mai insoddisfatte, cantano lodi.

DONNA

“Una donna avrà solo un marito in paradiso, e sarà soddisfatta con lui senza aver bisogno di nient’altro. La donna musulmana – che non è influenzata dalle affermazioni di coloro che propagano il permissivismo e sa che lei non è fatta come gli uomini dalla natura, perché Allah l’ha fatta così – non si ribella alle decisioni di Allah né si arrabbia. Piuttosto lei accetta ciò che Allah ha deciso per lei. La sua stessa natura le dice che non può vivere con più di un uomo alla volta. Quindi quando entrerà in paradiso avrà tutto ciò che desidera, quindi non dovrebbe pensare alle gioie ed ai premi che il Signore ha scelto per lei, perché il tuo Signore non tratta nessuno ingiustamente.”

Shaykh ‘Abd-Allaah ibn Jibreen, “The female martyr and the male martyr’s reward of seventy-two hoor al-‘iyn”, Islam Q&A, Fatwa No. 11419



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