Artemisia Gentileschi - Autoritratto come suonatrice di liuto (ca. 1615-17)
Olio su tela - cm 77,5 x 71,8 - Curtis Galleries, Minneapolis
A 18 anni Artemisia fu stuprata.
L'autore, tale Agostino Tassi, maestro di prospettiva e amico del padre, non potè "rimediare" - come si faceva a quei tempi - con un matrimonio riparatore. Il problema era che il pittore era già sposato - tra l'altro nel frattempo manteneva anche una relazione incestuosa con la sorella della moglie.
Questa la testimonianza di Artemisia al processo, secondo le cronache dell'epoca:
« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »
Il processo si concluse con una lieve condanna del Tassi anche perchè Artemisia depose le accuse dopo essere stata torturata. Tortura che consisteva nello schiacciamento dei pollici con uno strumento usato ampiamente all'epoca (!!!).

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