Anonimo spagnolo o messicano
Death with Worldly Vanities (La Morte con le vanità mondane)(XVIII sec.)
Medaglione con rilievo scultoreo in legno
Uno scheletro (personificazione della Morte) regge una falce e poggia un piede su un globo, a indicare il dominio universale della morte su tutta la terra. Sulla destra, sopra un plinto marmoreo, compaiono monete, gioielli, una corona e tessuti preziosi, a simboleggiare la vanità dei beni materiali e del denaro che non si possono portare con sé. In basso si notano una chitarra e una pala (simboli di piaceri terreni e del destino sepolcrale), accompagnati da un'iscrizione in spagnolo antico che riflette sul passare inesorabile del tempo:
«DI MISMÕ ME DIR EL
TIEMPO CẼNTA
Y SI Ã DE POI LA CÃA,
PÕ TIEMPO
QUE QVẼ GASTO IS NÕ
CẼNTA DATO NÕ.
COMO DNÃ? SN TIEMPO
TAN TA CVẼNTA.»
Il testo gioca sulla metafora del tempo come moneta e della vita come
un bilancio contabile da presentare a Dio al momento della morte:
«Il Tempo stesso mi chiede il resoconto,
e se si deve poi [andare] alla tomba,
per il tempo che qualcuno
ha speso e non ha considerato,
nessun conto.
Come faremo? Senza tempo,
e con un conto così grande.»
Il tema memento mori: L'opera funge da monito morale per ricordare l'inevitabilità della fine e la caducità delle ambizioni umane, della fama e dei piaceri.

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