Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

giovedì 8 ottobre 2026

Bosco Ospizio "Spazio prezioso da preservare"




La vicenda del Bosco Ospizio a Reggio Emilia si è conclusa con una sconfitta per i movimenti ambientalisti: il bosco è stato abbattuto.




Il 30 settembre 2026, le forze dell'ordine in assetto antisommossa hanno isolato l'area e scortato i mezzi da lavoro della Conad, che hanno iniziato a radere al suolo i 4,5 ettari di vegetazione spontanea per avviare il cantiere del nuovo polo commerciale.

Nonostante lo sgombero del presidio permanente, i manifestanti hanno tentato azioni disperate di resistenza passiva nei giorni successivi. Si sono introdotti nel cantiere e sono saliti a bordo delle ruspe e sui bracci delle gru per bloccare i lavori. L'intervento delle autorità ha portato all'allontanamento forzato e al fermo di 17 attivisti (per quattro dei quali è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco).

Il colpo di grazia alle speranze dei comitati è arrivato dal Consiglio di Stato, che nei primissimi giorni di ottobre ha respinto l'istanza di sospensione d'urgenza avanzata per fermare i lavori. Il progetto della catena commerciale era infatti formalmente legale e provvisto di tutte le necessarie autorizzazioni urbanistiche del Comune.

Sebbene il bosco urbano sia ormai andato distrutto, la mobilitazione non si è fermata del tutto. L'iniziativa "Spesa senza Conad" si è trasformata in una campagna di boicottaggio nazionale permanente contro il marchio, promossa e supportata in diverse piazze italiane anche da grandi sigle ambientaliste come Greenpeace, per tenere alta l'attenzione sul tema del consumo di suolo e della cementificazione in pianura padana.




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