Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

lunedì 21 settembre 2026

MATRIMONIO A TEMPO: LA PROSTITUZIONE LEGALIZZATA NELL’ISLAM




Il concetto di "matrimonio a tempo" nell'Islam si riferisce principalmente alla pratica della Nikah al-Mut'ah (letteralmente "matrimonio del piacere"), un contratto matrimoniale a termine. La definizione di questa istituzione come "prostituzione legalizzata" è oggetto di un acceso dibattito teologico, giuridico e sociale che divide profondamente il mondo islamico e gli osservatori occidentali.

Cos'è la Nikah al-Mut'ah? Si tratta di un'unione in cui un uomo e una donna non sposata concordano la durata del matrimonio e un compenso economico (dote) per la donna. Allo scadere del termine prefissato (che può variare da poche ore a diversi anni), il matrimonio si scioglie automaticamente senza bisogno di divorzio.

Le due principali branche dell'Islam hanno posizioni diametralmente opposte su questa pratica:
Islam Sciita (maggioritario in Iran e Iraq): Riconosce la legittimità della mut'ah. I teologi sciiti la difendono considerandola un istituto previsto dal profeta Maometto per evitare il peccato di adulterio o fornicazione in situazioni temporanee (come lunghi viaggi o guerre). Viene regolamentata giuridicamente con diritti precisi, inclusi il riconoscimento e la tutela dei figli nati da tale unione.
Islam Sunnita (maggioranza dei musulmani nel mondo): Considera la mut'ah assolutamente proibita (haram). Secondo la tradizione sunnita, sebbene inizialmente tollerata nei primi anni dell'Islam, la pratica fu definitivamente bandita dal Profeta o dal secondo califfo Umar. Per il mondo sunnita, qualsiasi rapporto sessuale a termine basato su un compenso economico equivale alla fornicazione o alla prostituzione.





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