Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

martedì 3 novembre 2026

Trattati in condizioni disumane, nel 1912 gli internati del manicomio di Collegno furono protagonisti di una grande rivolta.





Il manicomio di Collegno, poco lontano da Torino, fu inaugurato nella seconda metà dell’Ottocento. Un rapporto risalente al 1888 lo descrive così:

“Sta in fatto che le bocche dei cessi si aprivano senza ripari in corridoi e camere comunicanti coi dormitori e coi refettori; [...] i mezzi di coazione erano intollerabilmente molesti, che i mobili consistevano in una lettiera di ferro senza spalliera e con saccone di paglia per i tranquilli, in un cassone pieno di paglia per i dementi paralitici, gli agitati e gli epilettici incolti da accesso in un grossolano seggiolone di legno senza imbottitura e senza cuscino in cui si assicuravano ai malleoli ed ai polsi gli agitati ed i dementi; che i bagni erano insufficienti [...] e quasi interamente sprovvisti di docce; che le celle degli agitati erano piccole, oscure ed umide [...]”

Era questa la cura per i malati di Collegno. Ma qualcuno, la notte del 12 luglio del 1912, decise che ne aveva avuto abbastanza. Si liberò, liberò gli altri reclusi e iniziò la rivolta. Vennero presi degli ostaggi e chi tra loro provò a calmare gli animi si ritrovò “espulso” e consegnato a medici e carabinieri. Ma non si trattava certo di uno scatto d’ira da parte di qualche “matto”. Quella rivolta aveva una forte, fortissima connotazione politica e ideale. Le richieste degli internati erano chiare: “Vogliamo la libertà che da un pezzo vi chiediamo: siamo stanchi di attendere [...] Sentirete finalmente le infamie a cui siamo soggetti. Le torture che ci infliggono queste canaglie!”, gridano gli insorti. “Dormiamo nei letti di cemento che trasudano umidità. Siamo legati come cani da cortile, come belve da serraglio - si lamentano i detenuti - Noi vogliamo meno clausura, un po’ più d’aria e di cielo”.

Venne chiesto agli internati di porre fine alla rivolta e, in cambio, il memorandum con le loro richieste sarebbe stato preso in considerazione. Accettarono di buon grado e la rivolta ebbe fine. I rivoltosi di Collegno avevano iniziato a mettere in discussione l’istituzione manicomiale 60 anni prima della riforma Basaglia.



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