L'ibristofilia è una parafilia caratterizzata da un forte coinvolgimento emotivo, affettivo e sessuale verso persone che hanno commesso crimini gravi, violenti o illegali (come omicidi, stupri o rapine).
Coniato dallo psicosessuologo John Money, il nome deriva dalle parole greche hybrízein (commettere un oltraggio verso qualcuno) e philo (affinità, amore o preferenza).
Nella letteratura e nella pratica clinica viene spesso distinta in una forma passiva (ammirazione a distanza, invio di lettere o richieste di matrimonio a detenuti famosi, come accadeva ad esempio per Charles Manson) e una forma attiva o co-partecipata, in cui il soggetto è direttamente coinvolto o complice di condotte criminali (spesso richiamata nella cultura popolare con l'espressione "sindrome di Bonnie e Clyde").
Non si tratta di una "follia indotta" automatica, ma di una deviazione del comportamento sessuale e relazionale in cui l'eccitazione è contingente alla consapevolezza della natura trasgressiva o criminale del partner.
Sebbene colpisca prevalentemente soggetti di sesso femminile (con ampi riscontri nei casi di cronaca e nei gruppi di fan nati attorno a figure di criminali), dinamiche simili si riscontrano anche in uomini attratti da donne autrici di reati. Le motivazioni profonde spesso includono fantasie di onnipotenza (l'illusione di poter "salvare" o cambiare il criminale), il bisogno di protezione da parte di una figura percepita come "forte" e pericolosa, o il fascino della Notorietà.
Il caso di Carol Ann Boone e Ted Bundy
I due si conobbero a metà degli anni '70, quando lavoravano insieme presso il Dipartimento di Sicurezza dell'Impiego a Olympia, nello stato di Washington. Boone era una donna divorziata con un figlio, e Bundy la corteggiò, instaurando un rapporto di profonda amicizia e fiducia.
Quando Bundy fu arrestato e processato in Florida con l'accusa di aver rapito, violentato e ucciso decine di giovani donne, Boone si rifiutò categoricamente di credere alla sua colpevolezza. Si trasferì in Florida per stargli vicino, gestendo la sua campagna mediatica e assistendolo nella preparazione della difesa legale.
Durante il processo del 1980 per l'omicidio di Kimberly Leach, Bundy sfruttò una bizzarra legge della Florida. Mentre Boone era sul banco dei testimoni, Bundy (che si difendeva da solo) le propose il matrimonio. Poiché la dichiarazione avvenne davanti a un giudice e alla presenza di testimoni, l'unione divenne legalmente valida seduta stante.
Nonostante Bundy fosse detenuto nel braccio della morte e le visite coniugali fossero ufficialmente vietate, i due riuscirono ad avere rapporti intimi in prigione (spesso corrompendo le guardie). Nel 1982 nacque la loro figlia, Rose.
La devozione di Carol Ann Boone crollò solo pochi anni prima dell'esecuzione di Bundy. Di fronte all'imminenza della sedia elettrica, Bundy decise di confessare dettagliatamente decine di omicidi nel tentativo di negoziare un rinvio della pena.
Sentendosi profondamente tradita e realizzando che l'uomo che amava era davvero il mostro descritto dall'accusa, Boone divorziò da lui nel 1986, cambiò nome e fece perdere le sue tracce insieme alla figlia.

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