Caspar David Friedrich - Kreidefelsen auf Rügen (Le bianche scogliere di Rügen)(1818)
Olio su tela - 90×70 cm - Collezione Oskar Reinhart Am Römerholz, Winterthur, Svizzera
Ci sono diversi dettagli affascinanti e "segreti" nascosti in questo capolavoro che lo rendono unico rispetto ad altri paesaggi dell'epoca:
Questo dipinto fu realizzato subito dopo il viaggio di nozze di Friedrich con la giovane Caroline Bommer. È un'opera profondamente intima: non fu mai esposta al pubblico mentre il pittore era in vita e fu venduta solo dopo la sua morte. Rappresenta una rara parentesi di serenità e felicità domestica nella produzione solitamente malinconica dell'artista.
I tre colori degli abiti delle figure non sono casuali, ma richiamano le tre virtù teologali cristiane:
Rosso (Caroline): Simboleggia la Carità (l'amore). È anche l'unica figura che indica il precipizio, quasi a voler fare da tramite tra la terra e l'infinito.
Blu/Nero (L'uomo al centro): Simboleggia la Fede. È inginocchiato a terra in un atteggiamento di totale umiltà davanti alla grandezza della natura (Dio).
Verde (L'uomo a destra): Simboleggia la Speranza. Guarda calmo verso l'orizzonte, appoggiato saldamente alla pianta viva.
Se si guarda attentamente il mare, ci sono delle piccole barche a vela. La composizione è divisa rigorosamente in tre mondi:
Il primo piano (Verde): Rappresenta la vita terrena, dove si muovono gli umani.
Il piano di mezzo (Le scogliere bianche): Taglienti e vertiginose, simboleggiano la barriera della morte e la fragilità umana.
Lo sfondo (Il mare e il cielo): Simboleggiano l'infinito, l'eternità e il divino. Le tre barche (una vicina alla riva, una intermedia e una quasi invisibile all'orizzonte) indicano il viaggio dell'anima di ciascuno dei tre personaggi verso l'eternità.
Friedrich utilizza un espediente visivo incredibile per l'epoca: chiude l'inquadratura usando gli alberi in alto e le rocce ai lati come se fossero una lente fotografica. Questo "effetto imbuto" schiaccia lo spazio centrale, costringendo l'osservatore a guardare dritto verso il vuoto, amplificando la sensazione di vertigine e di sublime (il misto di meraviglia e terrore tipico del Romanticismo).

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