Dagli Stati Uniti all’Europa, l’antiterrorismo si allarga fino a colpire antifascisti, movimenti, solidarietà palestinese e infrastrutture indipendenti. Essere antifascisti non è terrorismo. Essere anticapitalisti non è terrorismo. Sostenere la Palestina non è terrorismo. Contestare un governo non è terrorismo. Organizzare uno sciopero, occupare uno spazio, costruire un’infrastruttura digitale indipendente, manifestare, pubblicare un giornale radicale, proteggere la propria privacy, criticare Trump, Meloni o Netanyahu non significa appartenere a un’organizzazione terroristica.
Sembrano affermazioni elementari. Il fatto stesso che sia necessario ribadirle misura quanto si sia già spostato il confine.
5 commenti:
Il confine tra chi detiene il potere (sui media almeno) e chi no. Per non parlare dell'antisemitismo.
Io ci vedo molto di più.
Cioè?
Dire "il confine" mi sembra una fotografia semplicistica di un problema che sta diventando enorme. Le dinamiche relative all'applicazione delle leggi antiterrorismo e al loro impatto sui movimenti sociali, l'attivismo politico e il dissenso sono più che una linea divisoria tra due fazioni. Io che dico "Il nazismo israeliano" sono diventato un terrorista, capisci?
Cercavo di sintetizzare.
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