Ecco un classico esempio di rinpyō (燐票), ovvero le etichette delle scatole di fiammiferi prodotte in Giappone tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. In quel periodo, il Giappone divenne uno dei maggiori esportatori mondiali di fiammiferi. Per farsi strada nei mercati esteri e tra la clientela locale, i produttori iniziarono a commissionare a veri e propri artisti grafiche miniaturizzate straordinarie, trasformando un oggetto quotidiano in un minuscolo capolavoro da collezione.
Durante l'era Taishō (1912–1926) e l'inizio dell'era Shōwa, con la nascita della cultura dei café e dei ristoranti in stile occidentale a Tokyo e Osaka, le scatole di fiammiferi divennero il perfetto biglietto da visita delle attività commerciali. Ristoranti, bar e hotel facevano stampare il proprio nome e numero di telefono (proprio come si vede in questa etichetta) per regalarle ai clienti come gadget pubblicitario.
L'etichetta unisce la scrittura giapponese a quella cinese per promuovere un locale:
Al centro (in verticale): La scritta in caratteri hiragana riporta ことぶきや (Kotobukiya), che è il nome del locale o del brand. "Kotobuki" è una parola augurale che significa "lunga vita", "felicità" o "celebrazione".
A destra: I caratteri cinesi 中華料理 indicano la tipologia di locale, ovvero "Cucina Cinese" o "Ristorante Cinese".
A sinistra: Sono presenti i dettagli logistici dell'epoca, tra cui la dicitura 電 (abbreviazione di Telefono) seguita dal vecchio numero di telefono del locale (inizia con 95 tra parentesi, seguito da 六二六五 ovvero 6265).
Il simbolismo del Drago e del Fuoco
Il drago verde che avvolge una fiamma o una perla di fuoco centrale (visibile in arancione e rosso) è un forte richiamo all'iconografia tradizionale asiatica. Nei ristoranti cinesi in Giappone, il drago non era solo un simbolo di buona fortuna e protezione, ma richiamava anche il concetto di energia vigorosa e calore, elementi perfetti sia per il cibo cotto a fiamma viva che per il richiamo visivo alla funzione stessa dei fiammiferi.

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