Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

martedì 27 ottobre 2026

Domenichino (Domenico Zampieri) [Pittore classicista bolognese, 1581–1641]



Domenichino and assistants - The Flaying of Marsyas (Lo scorticamento di Marsia)(1616-18)
Fresco, transferred to canvas - 233.8 × 352.5 cm - The National Gallery, Londra



Tutto ha inizio quando la dea Atena inventa l'aulos (un flauto a doppia canna). Accorgendosi però che suonandolo le si gonfiavano le guance deformandole il viso, lo getta via maledicendolo.
Il satiro Marsia trova il flauto e, grazie alla magia dello strumento, diventa un esecutore straordinario. Accecato dai continui elogi, commette l'errore fatale di sfidare Apollo, dio della musica e custode della lira, a una gara di abilità.
Le Muse decretano la vittoria di Apollo (secondo alcune versioni, il dio vince solo dopo aver capovolto lo strumento e aver cantato contemporaneamente, cosa impossibile con il flauto). Il patto iniziale prevedeva che il vincitore potesse decidere la punizione del perdente.
Come punizione per l'audacia di aver voluto eguagliare un dio, Apollo lega Marsia a un albero di pino e lo scortica vivo. Ovidio descrive la scena con un realismo straziante: il satiro urla "Perché mi strappi da me stesso?", mentre la terra, bagnata dalle lacrime delle ninfe, dei pastori e degli altri satiri accorsi a piangerlo, dà origine al fiume Marsia.









2 commenti:

Cesare ha detto...

Tanto valeva sfidare a duello il dio Marte.

v3l3nomortale ha detto...

Marsia ha pagato con la vita proprio la sua tracotanza, superbia; la totale mancanza di umiltà. Come la Sindrome di Hubris di cui sono affette alcuni nostri politici che speriamo facciano la stessa fine.