Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 28 ottobre 2026

Bande à part (1964, diretto da Jean-Luc Godard)

 


Anna Karina mentre balla il "Madison" insieme a Sami Frey e Claude
Brasseur nella celebre scena del film Bande à part di Jean-Luc Godard


È il settimo lungometraggio diretto da Jean-Luc Godard, considerato una delle pietre miliari della Nouvelle Vague.
In Italia è talvolta conosciuto anche con il curioso titolo Separato magnetico, con il quale fu proiettato in una limitata serie di sale cinematografiche.


Alcune curiosità:
Niente musica sul set
Durante le riprese della scena, gli attori non sentivano la musica di accompagnamento. Il regista Jean-Luc Godard ritmava i loro passi semplicemente battendo le mani o contando a voce alta.

Il trucco del silenzio: Nel bel mezzo della danza, la musica e tutti i rumori di sottofondo si interrompono improvvisamente per quasi un minuto. Godard inserisce la sua voce fuori campo per descrivere i pensieri intimi dei tre personaggi, creando un effetto di isolamento psicologico unico.

Settimane di prove: Nonostante i movimenti sembrino improvvisati e spontanei, gli attori Anna Karina, Sami Frey e Claude Brasseur trascorsero quasi un mese a provare ogni singolo passo nei caffè parigini prima di girare.

L'ispirazione per Tarantino: Questa scena è stata la fonte d'ispirazione diretta per Quentin Tarantino quando ha diretto il celebre ballo tra John Travolta e Uma Thurman in Pulp Fiction (1994).

Il nome della casa di produzione: Tarantino è un fan così sfegatato di questo film che ha chiamato la sua prima storica casa di produzione cinematografica A Band Apart, un chiaro gioco di parole con il titolo originale francese (Bande à part).

Una corsa da record: Oltre al Madison, il film contiene un'altra scena cult: la corsa a perdifiato dei protagonisti attraverso il Museo del Louvre, completata in 9 minuti e 43 secondi per battere il record fittizio di un turista americano. Anche questa scena è stata omaggiata da Bernardo Bertolucci nel film The Dreamers (2003).




1 commento:

Cesare ha detto...

Preferisco Truffaut e Rohmer, ma il cinema francese è al top.