Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

martedì 22 settembre 2026

Carlo Crivelli [Italia, ca. 1430/5 - ca. 1494]




Carlo Crivelli - San Pietro Martire (ca. 1476)
Parte della serie di 4 pannelli da una pala d'altare, Ascoli Piceno
Tempera all'uovo su tavola di pioppo
90,5 × 26,5 cm - The National Gallery, Londra


La storia di San Pietro da Verona (conosciuto anche come San Pietro Martire) è una delle più drammatiche del XIII secolo. Spesso viene confuso con San Pietro Apostolo (il primo Papa), ma Pietro da Verona visse mille anni dopo e fu il primo martire dell'Ordine Domenicano.

La sua storia presenta un paradosso unico: nacque da una famiglia catara (un movimento eretico dell'epoca fortemente in contrasto con la Chiesa di Roma). Nonostante l'ambiente familiare, fin da bambino scelse la fede cattolica.

Mentre frequentava l'Università di Bologna, incontrò personalmente San Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), e decise di prendere l'abito religioso.

Dotato di una straordinaria eloquenza, Pietro divenne un predicatore instancabile e di grande successo. Intorno al 1250, proprio per la sua profonda conoscenza del mondo eretico e la sua fermezza, Papa Innocenzo IV lo nominò Inquisitore generale per la Lombardia, con base nel convento di Sant'Eustorgio a Milano.

La sua attività repressiva e le sue prediche attirarono il forte risentimento dei leader catari, che organizzarono un complotto per eliminarlo. Il 6 aprile 1252, mentre Pietro tornava a piedi da Como a Milano, fu teso un agguato nei boschi vicino a Seveso. Un sicario di nome Carino da Balsamo lo assalì alle spalle, spaccandogli il cranio con un falcione e colpendolo al petto con un pugnale. Secondo la tradizione prima di esalare l'ultimo respiro, Pietro intinse il dito nel proprio sangue e scrisse per terra le prime parole del Credo cristiano: "Credo in unum Deum".








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