«Una volta, che avevo diciassette anni ed ero quasi a forza partigiano, trovammo nel perlustrare una cantina due fascisti. Senza le armi son come scatole svuotate e a noi due morti in più portavan niente. Così li aiutammo a sparire a calcinculo. Ma poi anni dopo uno lo incontrai che aveva una bambina e mi guardò e mi disse: “Ti devo la mia vita e lei”. E io pensai che se avesse vinto lui la guerra non ci saremmo stati né io né i miei due figli.»
martedì 9 giugno 2026
Giuseppe Colzani [Partigiano e poeta italiano, testimone diretto della Resistenza nel quartiere di Niguarda a Milano, 1927–2017]
«Una volta, che avevo diciassette anni ed ero quasi a forza partigiano, trovammo nel perlustrare una cantina due fascisti. Senza le armi son come scatole svuotate e a noi due morti in più portavan niente. Così li aiutammo a sparire a calcinculo. Ma poi anni dopo uno lo incontrai che aveva una bambina e mi guardò e mi disse: “Ti devo la mia vita e lei”. E io pensai che se avesse vinto lui la guerra non ci saremmo stati né io né i miei due figli.»
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