La scaletta che porta alla sua sommità serviva agli araldi per leggere le condanne e la lista dei cittadini messi al bando ed è sostenuta da una statua ricurva che per la sua inconsueta posizione fu chiamata dai veneziani "il Gobbo". Durante il Medioevo i ladri erano condannati a correre nudi da San Marco a Rialto tra due file di popolo che menava frustate e la colonna del Gobbo fungeva da traguardo. La sofferenza cra talmente tanta che i delinquenti abbracciavano e baciavano la statua non appena riuscivano a raggiungerla.
A metà del Cinquecento si cominciarono ad appendere alla colonna poesie satiriche e libelli contro il degenerare dei costumi del clero e dello stato: assieme al sior Rioba, in campo dei Mori alla Madonna dell'Orto, il gobbo diventò una sorta di Pasquino veneziano.

1 commento:
Interessante, non lo conoscevo.
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