Come ogni anno, la settimana scorsa sono andato al cimitero di Forlì per ricordare i partigiani della Banda Corbari, uccisi dai fascisti e poi appesi in piazza Saffi. Il vicesindaco ha fatto un discorso su quanto fosse brutta la guerra, ricordando le bombe Alleate su Forlì e senza mai pronunciare le parole Resistenza, fascismo o antifascismo. Ciò non sorprende, fa parte di un partito erede di Alleanza Nazionale, che fu erede del Movimento Sociale Italiano, che fu erede del Partito Nazionale Fascista. Mi sono chiesto cosa avrebbero fatto Corbari, Versari, Casadei e i fratelli Spazzoli, sepolti li fianco, ascoltando i discorsi pacificatori di certa FECCIA (cit). Forse, sentendosi ricordare da un uomo che appartiene a un partito evoluzione di quello a cui appartenevano le persone che li uccisero, avrebbero fatto un po' di "scompiglio" a modo loro, poi sarebbero tornati in montagna, coi fucili fumanti sulle le spalle, seguendo la linea del tramonto e in attesa della prossima alba.
E noi? Restiamo immobili mentre i testimoni diretti di quel tempo svaniscono uno dopo l'altro. Chi ha sepolto le armi dando a noi il privilegio di essere liberi, ci ha anche chiesto di ricordarli per fare in modo che tutto non accada mai più. O, in caso contrario, farsi trovare pronti.
@francescosatanassi / francescosatanassi.tumblr.com


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