Gustav Klimt - Freundinnen (Amiche)(1916)
Bruciato nell'incendio del castello di Immendorf nel 1945
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Quando l'arte diventa vittima del potere: dalle braghe conciliari alle fiamme naziste
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La storia del rapporto conflittuale tra arte e potere è lunga.
All'inzio del '900 Egon Schiele fu arrestato per aver fatto circolare "disegni osceni", uno dei quali fu addirittura bruciato in tribunale.
Sorte ancora più triste toccò ad alcune opere allegoriche di Gustav Klimt commissionategli dall'Università di Vienna all'inizio del secolo, tra queste lo straordinario pannello intitolato "Giurisprudenza".
Queste opere, che già avevano suscitato polemiche all'epoca della prima esposizione, fecero una tragica e simbolica fine al termine della Seconda Guerra Mondiale.
Le truppe naziste in fuga dall'Austria, nella notte tra il 7 e l'8 maggio del 1945 appiccarono infatti il fuoco al Castello di Immendorf dove i capolavori di Klimt, che pure avevano ricevuto le stimmate di "arte degenerata", erano stati trasferiti.
Secondo il rapporto di polizia, dopo aver trascorso la notte in un'orgia nella sala dove erano esposti i quadri, i gerarchi delle SS, poco prima dell'arrivo delle truppe russe, minarono il castello e i capolavori di Klimt andarono in fumo nell'incendio che ne seguì.

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