Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

domenica 21 maggio 2023

Natalino Balasso [Attore, comico e scrittore italiano, b. 1960]




I soliti contorcimenti della sinistra sulle stronzate, mette stavolta all’indice una frase di Brugnaaaro, mayor di Venice. Egli risponde a uno studente che lamenta di pagare 700 al mese per un posto letto:

“…Gli ho detto ‘tu non meriti di diventare laureato, perché se ti fai fregare 700 euro per un posto letto non meriti di diventar classe dirigente’.”

Lascio perdere questo problema degli affitti, dal momento che la casa di proprietà è il caposaldo dell’evoluzione della società italiana e di conseguenza l’affitto «equo» è solo un miraggio, citando un refrein che continuo a ripetere da anni: quello immobiliare è un mercato gonfiato da leggi e leggine che permettono nelle nostre città a privati di avere decine di migliaia di appartamenti vuoti mentre si insiste a costruire milioni di case a fronte di un ridicolo aumento della popolazione negli ultimi 50 anni. Questo con il beneplacito di destra, sinistra, centro, sopra e sotto; dal momento che si accontentano gli imprenditori, le cooperative, gli intermediari e gli artigiani.

Ma uno studioso del linguaggio ci direbbe che nella frase di Brugnaro c’è tutta una filosofia della società che dimostra quanto è vecchia questa classe dirigente qua. Il fatto cioè che egli sia ancora convinto che la laurea, lo studio, la scuola, serva a formare non una popolazione più cosciente, ma la classe dirigente di domani. Un tempo all’università ci andavano i figli dei magnaschei e a scuola (non nelle scuole tecniche ovviamente!) si formava la classe dirigente del domani, era un mantra che sentivo ripetere ancora negli anni ’70 quando facevo il classico, anche se a scuola ci andavano tutti. Una volta che la scuola è stata aperta anche ai figli dei poveracci, i magnaschei hanno cominciato a mandare i figli a studiare all’estero e qua si è cominciato a dire che la scuola deve preparare al lavoro. In ogni caso i poveracci devono avere in testa il lavoro anche quando vanno a scuola. Ma questa idea aristocratica che l’università te la devi meritare o perché te lo puoi permettere o perché sei un genio, il fatto che andare a scuola sia un premio e non un'esigenza civile, è un’idea vecchia, retriva e che purtroppo sta tornando alla ribalta. Ma la confusione di Brugnaro mi sembra quella imperante oggi. Vecchi signori ottocenteschi, parlano di calcio, guerra e fica come nei peggiori club per gentiluomini, umiliano le classi che ancora considerano subalterne mentre la sinistra s’interessa di puttanate riportate dai giornali. I quali giornali non perdono occasione per buttarsi sui tiramenti del momento e trattano tutto come fosse un fumetto di supereroi. Riporto da Repubblica: “Il duello. Gli ipersonici russi battono i Patriot Usa: il primo grande scontro tra supermissili.» Nomi propri si mescolano a temi, commercio a filosofia. A proposito, in una libreria lombarda ricordo di avere visto, tra i vari scaffali ordinati per tema, a parte l’80% di narrativa, uno scaffale che diceva: Filosofia ed esoterismo; insomma la filosofia sta per essere relegata nell’immaginario tra gli angoli oscuri dei pataccari, mentre gli oroscopi tengono banco in tv. La marmellata informativa è all’inseguimento del lato emozionale esattamente come una qualsiasi fabbrica di formaggini. Questa la linea di Link del quotidiano Il Giornale, su quelli che il giornale stesso definisce «Temi in evidenza»: Giorgia Meloni; Fabio Fazio; La guerra in Ucraina; Automotive; Isola dei famosi; Champions League; Giro d’Italia. Forse c’è poca fica, tema che invece imperava ai tempi d’oro di Berlusconi. Credo che l’interesse generale dell’italiano possa riassumersi in questa riga di link.

Riguardo agli affitti, il tema non è dei più recenti, ma ce ne accorgiamo solo ora perché ne stanno parlando in America. Vi ricordo che c’è una lettera di Dante Alighieri che nel ‘300 si lamenta dei prezzi delle stanze a Bologna. Se la casa è un business e non un bene primario così stanno le cose, questo è esattamente il mondo che volete, negli ospedali i pazienti sono clienti, i trasporti pubblici sono un costo per la collettività per cui ci mettiamo in macchina, così intasiamo le strade, il costo ce l’abbiamo solo noi e i comuni sono salvi. E ogni volta che c’è uno shock, come in queste ore in Emilia Romagna, alla radio le interviste si trasformano in spot per la protezione civile. Un mondo in cui tutto è riportato ad una conta sommaria di costi e ricavi; nella quale i racconti della televisione non sono nemmeno più una vita da sognare ma vicini da odiare. Io direi che Venezia, che ha venduto il culo ai magnaschei di ogni risma e ordine, ed ora si lamenta di un’invasione grazie alla quale ha disseminato le calli di B&B, friggitorie e gadget, sia proibitiva anche per i pochi veneziani rimasti, figuriamoci per gli studenti che sono da sempre considerati un business.



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