Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

sabato 3 settembre 2022

Alessandro Magno calato in mare

 




Alessandro Magno calato in mare
Codice Histoire du bon roi Alexandre (1320)
Kupferstichkabinett Staatliches Museum Preußischer Kulturbesitz, Berlino

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Un intrigante racconto della vita di Alessandro Magno riguarda la sua discesa negli abissi del mare, ossia la prima grande spedizione dell’uomo nel mondo sommerso. La leggenda narra che il conquistatore, intorno al 333 a.C., curioso di scoprire quali segreti celassero le profondità marine e desideroso di recuperare altre perle simili a quelle che aveva trovato dentro un granchio, fece costruire ai suoi artigiani una botte di vetro rinforzata con lastre in bronzo, con tanto di lampade per illuminare la zona circostante, per potersi calare sul fondale, dopo averla assicurata ad una barca da una catena che, in alcune versioni, l’infedele moglie Rossane lasciò cadere, senza riuscire nell’intento di uccidere il marito. Fece costruire dunque il primo sommergibile, tramandato dalle fonti con il nome di scafandro, dal greco skáphē, ‘barca, galleggiante’ e anḗr, andrós, ‘uomo’. E così fece, si immerse: secondo alcune fonti si fece accompagnare da Nearco, ammiraglio della flotta macedone, secondo altri aveva portato con sé un gatto, un cane e un gallo per conservare la nozione del tempo e per controllare il grado di impurità dell’aria. Jean Wauquelin, nelle sue Histoire du bon roy Alexandre, del 1438, ci racconta che Alessandro vide pesci che camminavano sul fondo come quadrupedi e che si nutrivano dei frutti degli alberi che si trovavano sul fondale marino: vide balene di incredibile grandezza e persino pesci di forma umana, una strana popolazione marina in cui gli uomini avevano barbe fluttuanti, camminavano e cacciavano i pesci per mangiarli come sulla terra si fa con gli animali, secondo la legge del “pesce più grande mangia quello più piccolo”.





da: ilsuperuovo

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