Il nazismo risorge. All’America un’Europa più nazista o nazista soft, scondo la moda odierna, fa molta meno paura di una federazione europea veramente democratica e unita. Ora che tutti parlano di guerra come di una fiera campestre, viene in mente quella risoluzione ONU (promossa dalla Russia) contro la nazificazione ucraina, del 2014. L’America votò contro, come ci ricorda Maria Grazia Bruzzone dal suo blog di quegli anni su La Stampa. Adesso va raccontata un’altra verità, come ha ricordato La Stampa a Maria Grazia Bruzzone cancellandone un post dal suo blog.
Chi si prodigò per gli aiuti economici ai battaglioni nazisti duante il massacro del Donbass in quegli anni fu fattivamente il vicepresidente americano Joe Biden. Massacro, non dimentichiamolo, che ha fatto vittime russe e ucraine, civili e militari. Chi aveva torto, chi aveva ragione, è morto allo stesso modo: alla conta dei morti vince sempre il banco.
I giornali arrivano dopo e scrivono quello che gli dicono di scrivere, noi leggiamo i giornali a cose fatte e siamo convinti di sapere. Una cosa è certa, il piano emozionale ti fotte sempre.
Gli interventi culturali fanno molto di più che gli interventi armati, viene da chiedersi come sta ora il popolo in Libia; come sta in Iraq; in Afganistan; come sta la gente in tutti quei luoghi che abbiamo aiutato gli americani a bombardare per compassione umana. È per questo che “denazificare” un luogo bombardandone gli abitanti è da psicopatici, ed è per questo che se Putin facesse il geometra in un’azienda edile sarebbe un bene per tutti. Ma al mito della pacifica Ucraina crede solo Letta. E se TikTok uccide i talebani più che i fucili, è vero che i social e le propagande si sposano bene, come si legge sul sito governativo di Rai News: “Joe Biden ha “incontrato” gli influencer per informarli sul conflitto e su come gli Usa lo stanno affrontando, tanto da essere “rimproverato” dal senatore repubblicano Josh Hawley per aver chiesto “agli adolescenti di fare il suo lavoro”.
Gli adolescenti facciano gli adulti e ascoltino gli influencer mentre noi leggiamo i giornali e giochiamo alla guerra. Nel frattempo, un’impennata nell’economia: rimbalzo notevole in seguito alla vendita di armi da parte di tutti verso tutti. I fabbricatori di morte hanno anch’essi famiglie da mantenere.
Una volta uno mi ha detto che se tutti fossero come me Putin bombarderebbe chi gli pare. Ha dimenticato il piccolo particolare che se tutti fossero come me anche Putin sarebbe come me. In ogni caso, chi può bombardare chi gli pare è l’America, per questo le lecchiamo tutti il culo.

1 commento:
Biden è antipatico, Putin è odioso.
Posta un commento