Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

lunedì 2 ottobre 2017

Settimia Spizzichino




Sono partite in 689, ne è tornata una sola.

Questa cavalcavia ferroviario si trova a Roma tra l'Ostiense e la Garbatella ed è dedicato a una donna molto speciale: Settimia Spizzichino. Nata e morta a roma a 79 anni, in realtà non ha trascorso tutta la vita nella capitale ma ha avuto una parentesi, di meno di 2 anni, piuttosto movimentata; lei è l'unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto (il rastrellamento del ghetto di Roma fu una retata di 1.259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine).

Questa schematicamente è la sua storia:

Il 16 ottobre 1943 fu deportata insieme alla madre, due sorelle e una nipotina durante il rastrellamento di cui sopra.

Dopo sei giorni di viaggio finì nel campo di Auschwitz-Birkenau. Mentre la madre e la sorella Ada con la bambina in braccio furono messe nella fila destinata immediatamente alla camera a gas, Settimia con la sorella Giuditta finì nella fila degli abili al lavoro e ricevette il numero 66210.

Qui le venne assegnato il lavoro di spostare pietre. Provata dall'enorme fatica finì all'ospedale del campo e da qui venne portata al campo centrale di Auschwitz, nel blocco 10, dove fu impiegata da Josef Mengele come cavia umana per esperimenti sul tifo e la scabbia.

Nell'inverno del 1945, con l'evacuazione di Auschwitz, dovette affrontare la marcia della morte fino al campo di concentramento di Bergen Belsen. Qui i prigionieri venivano ammassati in uno stato di completo abbandono e i morti formavano dei mucchi intorno alle baracche. Il soldato di guardia sulla torretta impazzito, incominciò a sparare sui prigionieri, allora Settimia si nascose in un mucchio di cadaveri e lì rimase per diversi giorni, fino alla liberazione del campo da parte degli inglesi, il 15 aprile 1945.

Una sola.




da: wikipedia

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