Le zampe di orso si consumano per curare una varietà di malattie, a partire da una generale debolezza del corpo sino ad arrivare all’artrite e all’impotenza. Un poderoso rimedio all’ammosciamento generalizzato, insomma.
Ma non solo le zampe ci interessano. Il grasso, la pelle, le ossa e tante altre parti dell’orso sono usate nella medicina tradizionale e come base per banchetti nei ristoranti più costosi, non solo al sud ma anche nel nordest e nel Sichuan. La vescica, ad esempio, cura i calcoli e i problemi di stomaco.
Pare che le zampone si trovino anche nei mercati di Shanghai a circa 400 euro l’una.
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Il magistrato ha deciso di affidare a un esperto l'esame della foto dei due arti cotti nel ristorante del China Ingross in zona industriale a Padova e ritrovata dal Nas durante il blitz di Cristina Genesin.
Così il pubblico ministero Benedetto Roberti, titolare dell’inchiesta che ha portato al blitz dei carabinieri del Nas nel ristorante cinese situato nel China Ingross in corso Stati Uniti, ha scelto di disporre una consulenza tecnica per esaminare le (presunte) zampe d’orso immortalate in una fotografia dal cuoco del ristorante. Cuoco incaricato di servirle a una tavolata di connazionali.
La macabra immagine, pubblicata sul social Facebook, è finita sotto la lente d’ingrandimento dei carabinieri del Nas.
Cotti e mangiati: di quei due “zamponi” non c’è più traccia visto che, la sera del 28 novembre 2016, erano la prelibatezza della cena organizzata da un commerciante (cinese) per i suoi ospiti. Un medico legale, consultato dagli inquirenti, avrebbe espresso qualche dubbio sul fatto che si tratti (con assoluta certezza) di zampe d’orso considerando la forte analogia con gli arti umani.
Si tratta davvero di zampe d’orso? O – atroce ipotesi – potrebbero essere piedi umani? L’esame dovrà approfondire la morfologia dei due arti e chiarire il “giallo” sia pure attraverso la sola prova fotografica.
Intanto il titolare del ristorante cinese "Yi Hia Ren" (Xiaodong Feng, 52 anni) resta indagato per violazione delle norme per la protezione della fauna selvatica che tutela l’orso autoctono (presente in Abruzzo e nel Triveneto), non cacciabile nel nostro Paese. In altri Paesi anche Europei (Russia, Slovenia, Bulgaria, Croazia solo per citarne alcuni) sono ammessi sia la caccia (previa autorizzazione) sia il consumo purché ci siano documenti che ne attestino la provenienza.
da: mattinopadova


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