Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

martedì 28 luglio 2015

Piero Manzoni




Il 21 maggio 1961 Piero Manzoni sigillò le proprie feci in 90 barattoli di latta, identico a quelli per la carne in scatola, ai quali applicò un'etichetta, tradotta in varie lingue, con la scritta «merda d'artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 1 a 90 insieme alla firma dell'artista.

L'artista mise a questi barattoli il prezzo corrispondente per 30 grammi di oro, alludendo al valore dell'artista che grazie ai meccanismi commerciali della società dei consumi poteva vendere al valore dell'oro una parte di se stesso. Attualmente i barattoli sono conservati in diverse collezioni d'arte in tutto il mondo (ad esempio l'esemplare numero 4 è esposto alla Tate Modern di Londra ed il barattolo 80 è esposto nel nuovo Museo del Novecento di Milano) ed il valore di ciascuno di loro è stimato intorno ai 70 000 €, prezzo assai superiore a quello fissato dall'autore. A Napoli nel Museo d'arte contemporanea Donnaregina (M.A.D.R.E.) è conservato il barattolo numero 12. A Milano, il 23 maggio 2007 nelle sale della casa d'aste Sotheby's, un collezionista privato europeo si è aggiudicato l'esemplare numero 18 a 124 000 euro: record d'asta mondiale per una delle 90 opere.

Pare che la molla ad acquistare l’opera in questione sia stata la curiosità di scoprire cosa, in realtà, davvero si celi all’interno della misteriosa lattina… I dubbi sull’effettivo contenuto della Merda d’artista hanno infatti dilaniato negli anni l’intero mondo dell’arte… C’è chi mette in dubbio che il contenuto delle celebri lattine, che hanno destato tanto scalpore, consista proprio la materia descritta nell’etichetta, propendendo invece per ritenere che queste contengano gesso. Altri propenderebbero invece per ritenere che in esse ci celi veramente della “merda”, ma fissata e sigillata con uno strato di silicone.

Per quanto se ne sappia nessuno ha mai aperto una di queste scatole (anche perchè la curiosità sul contenuto costerebbe la distruzione dell'oggetto-opera d'arte e l'annullamento del suo valore).



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