da "Sisifo è felice" di Luigi Tua
Sai qual è la mia speranza? E’ che almeno ci sia un etica della fragilità. Perché io sono contuso spiegazzato, liso. E questa vita è peggio di come ce l’eravamo sognata a quindici anni.
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
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