Gli Ushabti, che in egizio significava "quelli che rispondono", erano delle piccole statue che costituivano elemento integrante ed indispensabile del corredo funebre.
Se il defunto avesse superato positivamente la psicostasia, sarebbe andato in paradiso, ovvero nei Campi Iaru che erano raffigurati come campi ricchi di frutti, coltivazioni ed ogni genere di delizie. Lì, egli sarebbe vissuto felicemente e senza alcuna preoccupazione, godendo degli stessi agi della sua vita terrena, perché gli ushabti avrebbero svolto per lui ogni mansione e lavoro, provvedendo quindi a tutte le necessità della vita ultraterrena. E se, e quando, il dio Osiride lo avesse chiamato, un ushabti avrebbe risposto.
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