Tra i racconti che leggemmo durante quel corso “La signora col cagnolino” di Čechov mi commosse molto di più. Ricordo soprattutto il passo che parla del fatto che tutti hanno due vite - una evidente e visibile, piena di lavoro, convenzioni, responsabilità, battute, e l’altra «che si svolgeva in segreto» - e della grande facilità con cui le circostanze possono allinearsi in modo che tutto quello che si ritiene più importante, interessante e significativo si trova, guarda caso, nella seconda vita, quella segreta.
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