venerdì 1 aprile 2011
Altri schiavi di Alessandro Leogrande
Oggi nel mondo ci sono più schiavi di quanti ve ne fossero prima della Guerra di Secessione, più che in qualsiasi altra epoca del passato. Ci sono schiavi del lavoro forzato. Ci sono schiavi del sesso, o meglio “schiave del sesso” perché nella quasi totalità sono donne, e sono le ultime tra gli ultimi. Vi sono schiavi per debito, e schiavi bambini. Sono milioni. Da questo assunto inquietante muoveva un paio di anni fa il corposo reportage di E. Benjamin Skinner, Schiavi contemporanei. Un viaggio nella barbarie, tradotto in italiano da Einaudi.
La giornalista messicana Lydia Cacho è partita dalle stesse premesse, ma ha concentrato la sua indagine sulla schiavitù per fini sessuali, la più abietta delle schiavitù, quella che si scaglia sulle vittime più indifese. “Ogni anno nel mondo”, scrive nell’introduzione del suo Schiave del potere. Una mappa della tratta delle donne e delle bambine nel mondo (Fandango), “1.390.000 persone, nella stragrande maggioranza donne e bambine, sono ridotte allo stato di schiave sessuali e comprate, vendute e rivendute come materia prima di un’industria, come scarti della società, come omaggi e trofei.”
(continua)
Questo articolo è uscito su Il Mese di Rassegna Sindacale.
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