Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

giovedì 8 ottobre 2026

I peccati capitali della Cavalcata dei Vizi

 


SUPERBIA


Un'illustrazione medievale tratta dal genere della Cavalcata dei Vizi. In questa specifica tradizione iconografica diffusa nei manoscritti miniati del XV secolo, ciascuno dei sette vizi capitali viene raffigurato come un personaggio che cavalca un animale simbolo del peccato stesso.

Una figura nobile riccamente vestita cavalca un leone, animale tradizionalmente associato alla superbia e alla regalità per via della sua fierezza. Sul petto del personaggio compare parzialmente una scritta identificativa. Sulla sinistra è raffigurata una donna inginocchiata che si guarda in uno specchio, storico simbolo di vanità, narcisismo e compiacimento di sé. In alto a destra è presente un demone alato color rosso, che simboleggia la tentazione o la forza diabolica che guida e alimenta questo specifico peccato.

Questa miniatura fa parte del ciclo di illustrazioni dei vizi capitali conservato nel manoscritto francese Fr. 2224 custodito presso la Bibliothèque Nationale de France.




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Cerca il segreto celato nel niente,

invisibile agli occhi, ma chiaro alla mente.










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Non si sa più se ridere o se piangere









 

Napoli 💜

 







Forse non tutti sanno che:





La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), con la sentenza del 2 luglio 2026 nella causa C-67/25 (Traugott Ickeroth), ha stabilito che il divieto UE di radiodiffusione dei contenuti di
Russia Today (RT) si applica a chiunque metta a disposizione tali materiali online, anche tramite siti gratuiti o finanziati solo da donazioni.

• Nozione di operatore: Il termine «operatore» include qualsiasi persona fisica o giuridica responsabile, in modo diretto o indiretto, della messa a disposizione dei contenuti vietati.

• Irrilevanza dello scopo di lucro: L'assenza di un'attività economica, di fini commerciali o di guadagni pubblicitari non esclude l'applicazione delle sanzioni.

• Finanziamento volontario: Gestire un sito web accessibile al pubblico e finanziato unicamente mediante offerte o contributi volontari degli utenti non rende la condotta lecita.

• Contesto: La pronuncia nasce da un rinvio pregiudiziale di un tribunale tedesco (Landgericht Saarbrücken) nell'ambito di un procedimento penale contro persone che avevano diffuso video di RT Germany. Puoi consultare i dettagli della procedura sul portale InfoCuria.

Cosa si rischia

Chi viola il divieto di diffusione dei contenuti di Russia Today (RT) nei paesi dell'Unione Europea rischia sanzioni penali che includono la pena detentiva e pesanti sanzioni pecuniarie.

Le conseguenze specifiche variano in base alla legislazione del singolo Stato membro, poiché l'Unione Europea fissa il divieto, ma affida ai governi nazionali il compito di determinare e applicare le pene penali.

Cosa si rischia concretamente

• Pene detentive (Carcere): La violazione delle sanzioni internazionali e dei divieti UE è configurata come un vero e proprio reato. Nei casi più gravi, come quello tedesco che ha originato la causa C-67/25, i responsabili affrontano procedimenti penali che prevedono la reclusione.

• Sanzioni pecuniarie elevate: Oltre al carcere, le normative nazionali prevedono multe economiche molto severe sia per i singoli individui che per le organizzazioni.

• Sequestro e oscuramento: Le autorità possono disporre il sequestro dei server, delle attrezzature informatiche e l'oscuramento immediato dei siti web o dei canali social utilizzati per la diffusione.

Il contesto italiano

In Italia, la violazione dei regolamenti comunitari concernenti le misure restrittive (sanzioni) è disciplinata dal D.Lgs. 221/2017. Chiunque viola i divieti previsti dai regolamenti europei rischia la reclusione fino a un massimo di 6 anni, oltre alla confisca dei beni e dei mezzi utilizzati per commettere il reato.

Ovviamente c'è un motivo per tutto questo. Su Russia Today (RT) si trovano contenuti su Gaza che in Europa non si vedono come pure ad esempio cose inedite di quello che sta succedendo in Albania.




Un orrore senza fine!





 18 febbraio 2026 - Khalid Turaani, direttore esecutivo del CAIR-OH, ha detto alla Commissione Giudiziaria del Senato dello Stato dell'Ohio:

"Israele possiede la più grande banca di pelle umana al mondo. Dove pensate che l'abbiano presa? Hanno più pelle umana di Cina e India messe insieme! Stanno letteralmente scuoiando i miei fratelli e sorelle in Palestina, ed è da lì che proviene la loro pelle."



 


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Fontana dei mostri marini, dettaglio, Livorno, 26.08.2026






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Edgar Maxence [French, 1871-1954]

 

Edgar Maxence - Pureté (Purezza) or Saint with Calla Lily (1895)



Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]




Tobias Weiss
In loco hoc, in quo linxerunt canes sanguinem Naboth, lambent quoque sanguinem tuum. III. Reg. XXI. 19. (1891)


L'immagine illustra una scena di battaglia biblica con una citazione dal Primo Libro dei Re (1 Re 21:19)::

"Nel luogo stesso in cui i cani hanno leccato il sangue
di Nabot, i cani leccheranno anche il tuo sangue".

L'opera illustra il tragico adempimento della giustizia divina. Il re Acab, sul suo carro da guerra, viene affrontato mentre la profezia pronunciata dal profeta Elia prende forma tra il caos della battaglia. L'artista coglie la concitazione del momento attraverso il movimento impetuoso dei cavalli e la drammaticità dei corpi dei soldati.






Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]









Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]




It was agreed that all differences were to be put aside momentarily to try out the new trampoline.
(Si convenne di mettere momentaneamente da parte tutte le divergenze per provare il nuovo trampolino.)






Marco Anneo Lucano [Poeta latino, 39-65]




Ritratto immaginario di Lucano in una miniatura delle Cronache di Norimberga (1493)



Cur hanc tibi, rector Olympi,
sollicitis visum mortalibus addere curam,
noscant venturas ut dira per omina clades?
Sit subitum, quodcumque paras; sit caeca futuri
mens hominum fati; liceat sperare timenti.


«Perché, o rettore dell'Olimpo, hai voluto aggiungere questa
sofferenza ai mortali già affannati: far sì che conoscessero le
stragi imminenti attraverso tristi presagi? Sia improvviso
qualunque cosa tu prepari; sia cieca la mente degli uomini sul
destino futuro: sia concesso a chi teme di poter sperare.»


: :  Marco Anneo Lucano, Pharsalia, Libro II, versi 4-8  : :





Roland Devolder [Pittore belga, b. 1938]




Roland Devolder - Le cortège énigmatique (Il corteo enigmatico)
Olio su tavola - 50 x 100 cm - Collezione privata






Marilyn Monroe (Rose Loomis) in Niagara (1953, diretto da Henry Hathaway)

 







Anubi



Testa dello sciacallo o lupo dorato africano 
tradizionalmente identificato come 
il dio Anubi, il signore della necropoli e protettore delle anime nell'oltretomba.
(Tardo Periodo dell'Antico Egitto, circa 664–332 a.C.)
Legno stuccato e dipinto - Altezza della sola testa: ca. 20,7 cm - Museo del Louvre, Parigi




Dark Academia Skeleton Playing Cards



Dark Academia Skeleton Playing Cards
L'immagine è un'opera d'arte digitale generata tramite Intelligenza Artificiale (AI) e non ha un singolo autore umano o pittore storico. È stata creata utilizzando generatori di immagini (come Midjourney o Stable Diffusion) basandosi su stili estetici come il Dark Academia e il Gothic Revival. Non è legata a un artista classico, sebbene l'iconografia tragga ispirazione da celebri dipinti storici a tema macabro, come il famoso Teschio con sigaretta accesa di Vincent van Gogh.






Alfred Eisenstaedt [German-born American Photographer, 1898-1995]



Alfred Eisenstaedt - Naples, Italy, 1947





L'incontro tra San Brandano e una sirena

 


Miniatore della Scuola Tedesca del XV secolo
L'incontro tra  San Brandano  e una sirena (indicata nel testo medievale come "Syrena")
da "Navigatio Sancti Brendani Abbatis" (La navigazione di S.Brandano)(ca.1476)


La Navigatio sancti Brendani è un celebre racconto agiografico e di viaggio medievale del X secolo che narra le leggendarie peregrinazioni oceaniche che l'abate irlandese San Brandano il Navigatore e i suoi compagni intraprendono nell'Oceano Atlantico alla ricerca del "Paradiso Terrestre" o "Terra Promessa dei Santi", imbattendosi in numerose creature mitiche, mostri marini e isole fantastiche.




Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino [Italian Mannerist Painter, 1568-1640]

 


Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino - Resurrezione di Lazzaro (1592-93)
Olio su tela - 76 × 97 cm - Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini, Roma

 

Nella Resurrezione di Lazzaro, il Cavalier d'Arpino traduce l'intensità drammatica del Vangelo di Giovanni modulando con precisione i vestiti e le espressioni dei personaggi, divisi nettamente tra la solennità divina e la concitazione umana.

Gesù indossa una tunica rossa coperta da un manto blu, una scelta cromatica classica dell'iconografia cristiana. Il rosso simboleggia la sua natura divina e il sacrificio, mentre il blu rappresenta l'umanità e la trascendenza celeste. I panneggi del manto sono ampi, scivolano fluidi sul corpo senza spezzarsi e conferiscono alla sua figura un'andatura maestosa, distaccata dal caos circostante.

Il volto di Cristo si mostra calmo, nobile e privo di sforzo fisico. La sua espressione riflette la certezza assoluta del potere divino, traducendo visivamente le parole bibliche di ringraziamento rivolte al Padre prima del miracolo. Il braccio destro teso simboleggia il comando autoritario della voce che grida "Lazzaro, vieni fuori!".

In primo piano sulla destra troviamo una delle sorelle (identificabile con Maria Maddalena o Marta) inginocchiata. Indossa una veste chiara con sfumature rosate e ha i lunghi capelli biondi sciolti che le ricadono sulla schiena. I capelli sciolti e l'abito mosso enfatizzano lo stato di umiliazione e di supplica profonda descritto nel testo sacro.

Il volto della donna è proteso verso l'alto con una combinazione di dolore, devozione e speranza. Gli occhi sbarrati catturano il momento esatto del passaggio emotivo dal lutto alla gioia stupefatta causata dal miracolo in corso.

In base alla narrazione biblica secondo cui Lazzaro uscì dal sepolcro avvolto in bende, il pittore raffigura l'uomo quasi completamente nudo, fatta eccezione per il panno bianco del sudario che si sta sfilando. Il corpo è livido e diafano, i muscoli appaiono ancora parzialmente rigidi a causa del rigor mortis dei quattro giorni trascorsi nella tomba.

Il viso di Lazzaro esprime uno stato di profondo stordimento: gli occhi sono semichiusi e la bocca è dischiusa, come se stesse esalando il primo respiro della sua seconda vita, ancora sospeso tra il regno dei morti e la luce del mondo.

Gli uomini incaricati di sorreggere Lazzaro e rimuovere le bende indossano costumi tipici del tardo Manierismo romano, inclusi copricapi esotici e turbanti orientali. Le loro espressioni sono un concentrato di sbigottimento, incredulità e terrore, accentuati da sguardi tesi e bocche spalancate. Molti dei presenti si coprono il volto o si scambiano occhiate concitate, riflettendo anche la reazione della folla che nel Vangelo rimane scossa dinanzi all'evento straordinario.




La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto. (Henri de Lubac)

 






mercoledì 7 ottobre 2026

Pensierino della sera di Francesca Albanese

 




II DDL proApartheid (questo è): impedirà di dire che Israele è uno stato razzista che pratica il crimine di Apartheid-segregazione razziale istituzionalizzata degenerata in genocidio trasformerà le denunce ONU et al. in antisemitismo e l'Italia in avanguardia della censura proisraele.



R.E.M. - So Central Rain I'm Sorry ( Live at Capitol Theatre, Passaic, New Jersey, U S - 1984)










Paul Albert Besnard [Pittore e incisore francese, 1849-1934]




Paul Albert Besnard - L'orgie (ca.1900)


L'illustrazione, fortemente legata alla corrente del Simbolismo, mette in scena una drammatica e grottesca contrapposizione tra i piaceri della carne e l'ineluttabilità della fine, richiamando il tema classico del memento mori o della danza macabra. Il fulcro della scena è la figura di uno scheletro adagiato su una sedia a dondolo, testimone silenzioso e beffardo della situazione. Dietro lo scheletro si consuma una festa sfrenata, in cui si distinguono figure nude, volti espressivi e un uomo che brinda sollevando un calice.

 



Hannah Flowers [Tasmania b.1989, attiva in Scozia]




Hannah Flowers - The Toad of Death (Il rospo della morte)(2025)
Olio su pannello di lino



Lo stile dell'artista fonde atmosfere del simbolismo oscuro con elementi dell'Art Nouveau e delle fiabe tradizionali, ritraendo in questo quadro una figura femminile parzialmente immersa nell'acqua tra fiori di loto, con un grande rospo appoggiato sulla testa mentre incombe la pioggia.







Pescatori anni '40 del Québec




 Herménégilde Lavoie - Due pescatori posano orgogliosi con degli imponenti
merluzzi appena pescati, Percé, penisola di Gaspé, Quebec, 1940




E.L. Désilets - Pescatori di ritorno dalla pesca sulla costa di Percé, Gaspésie, Québec, 1945






Santiago Armengod noto come Mazatl






Mazatl
- Alto a las deportaciones (Stop alle deportazioni)(2012)
dal portfolio di xilografie e stampe "Migration Now!"




Hugo Pratt








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Il Basettino (Panurus Biarmicus)



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Bonifacio Bembo [Pittore e miniatore italiano, 1420–1480]




Bonifacio Bembo - La Morte (l'Arcano Maggiore XIII)(1441–42)
dallo storico mazzo di tarocchi Cary-Yale Visconti (noto anche come mazzo Visconti di Modrone)
Beinecke Rare Book & Manuscript Library, Yale University, Stati Uniti



A differenza di altri mazzi tradizionali dell'epoca che mostrano la Morte a piedi, in questa carta la figura scheletrica è rappresentata a cavallo, armata di una grande falce mentre travolge un gruppo di figure umane ai suoi piedi (tra cui si distinguono un re e un papa).
La scena è impreziosita da un sontuoso sfondo in foglia d'oro punzonata, un dettaglio decorativo tipico dei mazzi di lusso commissionati dalle corti rinascimentali milanesi dei Visconti e degli Sforza.




John Anster Fitzgerald [British Painter, ca.1819-1906]



attribuito a John Anster Fitzgerald - Hark! A Ghost! (Ascolta! Un fantasma!)
Acquerello - Collezione privata



La scena è ambientata all'interno di una camera da letto cupa, dominata da un grande letto a baldacchino con tende rosse. Sulla sinistra, un uomo a letto si solleva bruscamente con un'espressione terrorizzata, indicando o reagendo a qualcosa. Sulla destra, una figura spettrale, pallida e avvolta in un velo trasparente (un fantasma) appare seduta o fluttuante ai piedi del letto.
I toni scuri del marrone, del seppia e del rosso scuro accentuano l'atmosfera gotica e da incubo, tipica delle storie di fantasmi popolari nella letteratura vittoriana dell'epoca (come i racconti di Charles Dickens o la "Fairy Painting" britannica).





John Kacere




John Kacere - Erika (1993)






Antoine Caron [Pittore francese scuola di Fontainebleau, 1521-1599]

 


attribuito a Antoine Caron
Il Dialogo del Principe con la Morte noto anche come "Allegoria degli orrori della guerra"(1560-70)
Olio su tela - 73,4 x 56,7 cm - Collezione privata americana



L'opera mette in scena un potente e drammatico colloquio allegorico tra un principe in armatura e la Morte, rappresentata come uno scheletro che brandisce una falce sopra i corpi senza vita dei soldati. Sullo sfondo si scorge un accampamento militare con tende e truppe, a sottolineare il legame indissolubile tra le ambizioni belliche dei sovrani e la devastazione della guerra.





I peccati capitali della Cavalcata dei Vizi

 


LUSSURIA


Un'illustrazione medievale tratta dal genere della Cavalcata dei Vizi. In questa specifica tradizione iconografica diffusa nei manoscritti miniati del XV secolo, ciascuno dei sette vizi capitali viene raffigurato come un personaggio che cavalca un animale simbolo del peccato stesso.

Fin dall'antichità e attraverso tutti i bestiari medievali il caprone è il simbolo universale della lussuria, della sfrenatezza e degli istinti carnali più bassi.
La donna tiene in mano uno specchio, un attributo visivo ricorrente per indicare la vanità, la seduzione e la cura ossessiva della carne, strettamente collegate al peccato carnale.

Questa miniatura fa parte del ciclo di illustrazioni dei vizi capitali conservato nel manoscritto francese Fr. 2224 custodito presso la Bibliothèque Nationale de France.




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Fortezza Vecchia  a margine del Porto Mediceo, Livorno, 26.08.2026






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Magnus Zeller [German, 1888-1972]

 


Magnus Zeller - Hexenmeister (Stregone)(1924)
Olio su tela - 92×71 cm - Collezione privata

L'opera presenta uno stile fortemente drammatico ed espressionista, caratterizzato da linee spigolose, prospettive distorte e un uso contrastante della luce e del colore. Il soggetto principale è una figura maschile emaciata e dallo sguardo intenso, seduta a un tavolo all'interno di quello che sembra un laboratorio alchemico o uno studio. Attorno a lui si notano ampolle di vetro, formule e uno strano pesce fluttuante nella parte superiore, elementi che accentuano l'atmosfera mistica, febbrile e inquietante tipica della produzione artistica della Repubblica di Weimar di quegli anni.



Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]




Tobias Weiss - Finis universae carnis venit coram me, repleta est terra iniquitate a facie eorum. Gen. VI. 13. (1894)



Al centro della composizione si erge la Morte sotto forma di scheletro, avvolta in un mantello, che domina una folla disperata sommersa dalle acque agitate. La Morte brandisce una falce e calpesta i resti di imbarcazioni distrutte, a simboleggiare l'ineluttabilità della fine biologica dell'umanità corrotta.
L'iscrizione in latino riportata in calce riprende fedelmente il versetto di Genesi 6,13:

"Finis universae carnis venit coram me, repleta est terra iniquitate a facie eorum".

(La fine di ogni carne è giunta dinanzi a me, perché la terra è piena di iniquità a causa degli uomini).

Si tratta del momento in cui Dio annuncia a Noè la decisione di mandare il Diluvio per purificare la terra dal peccato. In mezzo alla tempesta e all'oscurità, si intravedono strutture classiche travolte e, in lontananza sulla destra, l'Arca di Noè che galleggia in salvo, rappresentando l'unica speranza di preservazione divina.
L'immagine unisce magistralmente la narrazione veterotestamentaria con la sensibilità romantica e la tradizione iconografica centroeuropea legata al trionfo della Morte sui destini umani.

 


Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"I think I may have found the problem!"
("Credo di aver individuato il problema!")






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Bertrand Russell




A Bertrand Russell fu chiesto come ebbe inizio il fascismo.
Lui rispose:



"Prima di tutto affascinò i cretini,
di cui abbonda la sua rappresentanza.
Poi censurò quelli intelligenti."




 

Johann Heinrich Füssli / William Shakespeare

 


Johann Heinrich Füssli - Romeo al letto di morte di Giulietta (1809)
Olio su tela - 143 x 112 cm
Collezione privata talvolta concessa in deposito a istituzioni come il Kunstmuseum Basel



La tragica scena finale dell'opera teatrale Romeo e Giulietta di William Shakespeare, ambientata nella tomba dei Capuleti, in cui Romeo scopre il corpo apparentemente senza vita della sua amata.
Tipicamente romantico e preromantico, caratterizzato da forti contrasti di luce (chiaroscuro teatrale), atmosfere oscure, drammatiche e un'intensa espressività emotiva e psicologica.




"O my love! my wife!
Death, that hath suck'd the honey of thy breath,
Hath had no power yet upon thy beauty:
Thou art not conquer'd; beauty's ensign yet
Is crimson in thy lips and in thy cheeks,
And death's pale flag is not advanced there."

: :  William Shakespeare, Romeo and Juliet: Act 5. Scene III  : :


"O mia sposa! O mia vita!
La morte che ha già succhiato il miele del tuo respiro,
nulla ha potuto ancora sulla tua bellezza;
non ti ha conquistata. Sulle tue labbra e sulle tue guance
 risplende ancora il vermiglio della bellezza,
e la pallida insegna della morte non vi è ancora giunta."