Unknown author - A (Folquet de Marseille) (XIII sec.)
BnF ms. 12473 fol. 46
s’io m’intuassi, come tu t’inmii
: : Paradiso, Canto IX, v. 81 : :
Verso criptico per un comune mortale come me. Tradotto in prosa contemporanea, il passaggio significa: "Se io potessi entrare dentro di te (comprendere a fondo i tuoi pensieri), così come tu entri dentro di me".
Dante rivolge queste parole a Folchetto di Marsiglia, uno spirito beato del Cielo di Venere. Nella dimensione celeste del Paradiso, le anime leggono direttamente nella mente di Dio e conoscono già i pensieri, i desideri e i bisogni del poeta prima ancora che lui li esprima a voce. Dante esprime il desiderio umano di poter fare lo stesso: godere di una capacità di comprensione reciproca immediata e totale.
Per esprimere questo concetto astratto e spirituale, Dante compie uno straordinario sforzo linguistico creando due verbi pronominali inediti (i cosiddetti "neologismi danteschi" o "verbi in un-"):
Intuarsi (in-tu-arsi): letteralmente "immedesimarsi in te", penetrare nel tuo "tu".
Inmiarsi (in-mi-arsi): letteralmente "immedesimarsi in me", penetrare nel mio "io".
Oggi questi versi sono considerati una delle più alte, precoci e poetiche definizioni di empatia assoluta e di fusione intellettuale ed emotiva tra due esseri umani.
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