Il complesso di Monte Gelato, con la torre medievale, l’antico mulino ad acqua e le cascate lungo il Fiume Treja è uno dei luoghi più noti del Parco Valle del Treja.
La suggestione delle cascate e la natura lussureggiante che lo circonda hanno reso il Treja uno degli scenari più amati da registi e fotografi in cerca di atmosfere idilliache.
Il primo incontro con la macchina da presa fu subito importante: nel 1950 Roberto Rossellini scelse le Cascate di Monte Gelato come set per le riprese di “Francesco, giullare di Dio”, ambientandovi alcuni momenti del viaggio dei frati verso Roma. Da allora, il cinema non ha più abbandonato queste zone e si conta siano più di cento i film girati alle cascate e lungo il fiume Treja.
L’origine delle cascate di Monte Gelato è da ricondurre alla presenza in questo luogo di strati sovrapposti di rocce vulcaniche di diverso tipo. Nel corso dei millenni, l’incessante scorrere delle acque del Treja ha scavato più profondamente le rocce meno resistenti e poco le più dure determinando il salto che forma le cascate.
Nel tempo però, alla natura si è unito l’intervento dell’uomo che ha sfruttato il luogo sia per utilizzare l’energia delle acque che per cavarne blocchi di pietra da usare per le costruzioni. Il risultato è ciò che vediamo oggi: il corso del fiume che si suddivide in diversi rami che si intrecciano con salti e cascatelle a circondare la cascata principale.
Nessuna raggiunge una grande altezza, ma l’ampio fronte della più grande, il bacino di acqua sottostante e la ricchezza della vegetazione rendono l’insieme straordinariamente scenografico e il luogo uno dei più suggestivi del territorio.
Alcuni film con scene della cascata:
- Per qualche dollaro in più (1965): Il capolavoro spaghetti-western del regista Sergio Leone.
- Don Chisciotte (1992): L'iconica e tormentata opera firmata dal maestro Orson Welles.
- Storia di una capinera (1993): Il dramma in costume diretto dal regista Franco Zeffirelli.
- Lo chiamavano Trinità... (1970): Il famosissimo film con Bud Spencer e Terence Hill.
- Superfantozzi (1986): Con Paolo Villaggio; le cascate fanno da sfondo ad alcune delle catastrofiche peripezie storiche del protagonista.
- Per grazia ricevuta (1971): Diretto e interpretato dal grande Nino Manfredi.
- Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972): Famosissimo esponente della commedia sexy all'italiana ("decamerotico"), dove i protagonisti fanno un picnic proprio lungo il Treja.
- Zucchero, miele e peperoncino (1980): Commedia a episodi tipica degli anni Ottanta.
Nelle scene in cui Trinità (Terence Hill) e Bambino (Bud Spencer) si trovano all'accampamento vicino al fiume, il set era costantemente preso d'assalto da un "nemico" decisamente inaspettato: le mucche al pascolo. La Valle del Treja era (ed è tuttora) un'area rurale. Durante i ciak più intensi, le mucche della zona ignoravano completamente le cineprese e irrompevano nel bel mezzo della scena per abbeverarsi nel fiume o per brucare l'erba intorno ai costosi macchinari cinematografici. Invece di cacciarle bruscamente o interrompere continuamente il lavoro, le persone che si occupavano di gestire gli imprevisti pratici decisero di fare di necessità virtù. Per evitare che gli animali rovinassero le inquadrature o si scontrassero con gli attori, i membri della produzione iniziarono a "corrompere" i bovini. Prima di ogni ciak, lanciavano grandi balle di fieno e secchi di mangime nella direzione opposta a quella della telecamera. Questo stratagemma serviva ad attirare l'intera mandria lontano dal set giusto il tempo necessario per girare le battute di Bud Spencer e Terence Hill, trasformando le mucche in "comparse disciplinate" che rimanevano pazientemente sullo sfondo a mangiare, perfettamente integrate nell'atmosfera wild del Far West.



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