Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

domenica 20 settembre 2026

Glauco Cambo [Italia, 1875–1930] / Gustave Flaubert

 


Glauco Cambo - Salammbôn (1906)
Olio su tela - 145 x 135 cm - Collection privée


Il dipinto si ispira direttamente all'omonimo romanzo storico di Gustave Flaubert, ambientato nell'antica Cartagine. L'opera ritrae la protagonista, la sacerdotessa Salammbò, in un'atmosfera notturna e decadente tipica del simbolismo d'inizio Novecento, mentre interagisce con un enorme serpente (il pitone sacro a Tanit) e un braciere rituale sullo sfondo del mare.

Salammbò è ambientato a Cartagine nel III secolo a.C. durante la rivolta dei mercenari.
Salammbò, bellissima sacerdotessa della dea lunare Tanit, accende la passione folle di Matho, il capo dei mercenari ribelli. Matho si introduce a Cartagine e ruba lo Zaïmph, il velo sacro della dea che protegge la città, gettando i cartaginesi nel panico. Per salvare la patria, Salammbò compie un rituale propiziatorio con il pitone sacro (la scena del dipinto) e si reca da sola nell'accampamento nemico. Salammbò riesce a penetrare nella tenda di Matho. Tra i due si consuma una notte intensa e ambigua, sospesa tra il dovere religioso, la manipolazione e un'attrazione travolgente. Approfittando di un momento di distrazione del guerriero, la sacerdotessa riesce a fuggire portando lo Zaïmph con sé e riconsegnandolo a Cartagine.
Il ritorno del velo ribalta le sorti del conflitto e Matho viene catturato.
Il giorno delle celebrazioni della vittoria coincide con quello delle nozze di Salammbò, promessa in sposa per ragioni politiche al re numida Narr'Havas. Durante la festa, Matho viene sottoposto a una terribile e pubblica tortura attraverso le strade della città. Arrivato agonizzante ai piedi della tribuna nuziale, Matho fissa Salammbò un'ultima volta prima di spirare. La principessa, sopraffatta dall'orrore della violenza, dal senso di colpa e da quel legame segreto e impossibile che la univa al capo dei ribelli, crolla a terra e muore all'istante al fianco del corpo dell'amato.




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