Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 30 settembre 2026

Suniel Shetty [Attore e produttore cinematografico indiano, b.1961]

 



Il 5 febbraio 1996, la polizia di Mumbai ha condotto una maxi-operazione nel quartiere a luci rosse di Kamathipura, salvando 456 donne segregate e vittime di tratta. Tra queste, 128 erano giovani donne e ragazze minorenni provenienti dal Nepal.

Tuttavia, poiché le ragazze erano state private di passaporti, certificati di nascita o documenti d'identità dai loro aguzzini, il governo nepalese si rifiutò inizialmente di rimpatriarle, temendo non fossero davvero cittadine nepalesi o a causa di forti rallentamenti burocratici. Senza un intervento immediato, le giovani rischiavano di finire nuovamente in strada o nelle mani della malavita.

Venuta a conoscenza della situazione tramite la suocera Vipula Kadri (fondatrice dell'ONG Save the Children in India, oggi Vipla Foundation), la star di Hollywood ha deciso di agire autonomamente e in totale segreto.
• Shetty ha pagato di tasca propria i biglietti aerei di un volo charter per tutte le 128 donne verso Kathmandu.
• Ha coordinato le operazioni con la polizia e con le autorità locali affinché il viaggio si svolgesse nella massima sicurezza.

Shetty vietò categoricamente ai suoi collaboratori di contattare i media o diffondere la notizia. In interviste successive, l'attore ha spiegato che la priorità assoluta era l'incolumità delle ragazze: il traffico era gestito dalla mafia locale e una fuga di notizie avrebbe potuto mettere in grave pericolo la vita delle giovani e delle loro famiglie, oltre al fatto che non voleva in alcun modo farsi pubblicità speculando su una tragedia.

La vicenda è emersa solo nel 2020 grazie a Charimaya Tamang. Tamang, una delle 128 ragazze salvate in quel volo del 1996, è diventata negli anni una celebre attivista internazionale contro la tratta di esseri umani e ha fondato l'importante ONG Shakti Samuha. Durante un'intervista, ha voluto finalmente onorare pubblicamente l'attore definendolo il loro "eroe nella vita reale".

Quando i giornalisti hanno in seguito interpellato Shetty, l'attore ha minimizzato con molta umiltà, dichiarando che il merito principale era andato alla polizia di Mumbai e agli assistenti sociali che avevano rischiato la vita sul campo.




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