Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 21 ottobre 2026

LA GEN Z S'E' DESTA







La Gen Z s’è finalmente desta. Mezzo milione di giovani in piazza, una quarantina di città coinvolte, scontri con la polizia. I ragazzi italiani hanno preso in prestito slogan e determinazione dai cugini francesi e portano nelle strade il malumore contro un sistema che non funziona. Nel mirino c’è il Governo Meloni.

Il No Meloni Day ha attraversato l’Italia da Torino a Cagliari. A Roma 20mila manifestanti secondo gli organizzatori, a Milano 5mila e un edificio occupato. Migliaia anche a Firenze, Genova e Bologna. A Torino gli scontri più duri: lanci di pietre e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. A Bologna cariche della polizia davanti alla stazione. A Roma petardi e bombe carta nei pressi del ministero dell’Istruzione.

La protesta nasce nelle scuole, ma sotto c’è ben altro. C’è una generazione che vive sotto la minaccia di una possibile guerra, guarda al futuro lavorativo senza certezze, affronta affitti e prezzi sempre più alti e nelle decisioni politiche conta praticamente zero.

Sono ragazzi ai quali viene chiesto di studiare, lavorare, fare sacrifici e aspettare. Aspettare un impiego dignitoso, una casa, uno stipendio per vivere. Intanto il Governo punta sul riarmo. «Soldi alla scuola, non alla guerra», gridano nelle piazze. E contestano Meloni e Valditara.

Il ministro dell’Istruzione ha parlato di «teppismo politico» dopo gli incidenti. Gli episodi violenti sono gravi, ma non cancellano le ragioni di centinaia di migliaia di ragazzi che hanno deciso di scendere in strada.

La Gen Z si è accorta che in questa società, se vuoi qualcosa, devi andare a prendertelo. Perché nessuno ti regalerà niente. E che per avere diritti, salari e condizioni di vita migliori bisogna tornare a esercitare una pressione collettiva.

Il 30 ottobre è già previsto uno sciopero generale, al quale intendono unirsi anche gruppi studenteschi.

✍🏻 𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖

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