Johfra Bosschart - Midnight Mystery (1971)
Olio su tavola - Collezione privata
Midnight Mystery racchiude gran parte della complessa visione filosofica di Johfra Bosschart, fortemente influenzata dallo gnosticismo, dall'alchimia, dalla psicologia junghiana e dagli insegnamenti ermetici della scuola dei Rosacroce (l'Lectorium Rosicrucianum di cui l'artista faceva parte).
Il dipinto non descrive una scena horror, bensì il viaggio iniziatico dell'anima umana e la transizione epocale tra cicli cosmici.
Il Dualismo della Condizione Umana (Le Due Torri)
L'opera è nettamente divisa in due strutture architettoniche contrapposte, che rappresentano i due stati opposti dell'essere.
La Torre del Caos e della Materia (A Sinistra): Le rovine inghiottite dalla vegetazione selvaggia ospitano una massa caotica di figure umane nude, grottesche e deformate. Simboleggiano l'umanità non risvegliata, prigioniera degli istinti primordiali, delle passioni terrene e dell'illusione del mondo materiale (quella che nella filosofia induista, cara a Johfra, viene chiamata Avidya, l'ignoranza spirituale).
La Torre dell'Iniziazione e dello Spirito (A Destra): Sul lato opposto, la struttura in pietra sorregge una scala ordinata che si sviluppa verso l'alto. Lungo questa salita, le figure umane si muovono individualmente e con fatica: rappresentano gli iniziati o "adepti" che intraprendono il percorso di purificazione per elevarsi al di sopra della melma primordiale.
La Sfinge e la Conoscenza Suprema
Nella parte superiore della torre di destra svetta una Sfinge alata dotata di un disco solare e un volto azzurro. Nel simbolismo esoterico occidentale, la Sfinge è la custode dei Grandi Misteri. Essa incarna l'equilibrio degli elementi e l'accesso alla conoscenza divina (Gnosi). Il volto azzurro e il disco solare rimandano alla trasmutazione spirituale e al "Sole di Mezzanotte" (da cui il titolo dell'opera), un concetto alchemico che indica la luce dell'illuminazione interiore che si accende nel momento di massima oscurità dell'anima.
Poco sotto la sfinge, una figura regale siede all'interno di una nicchia nascosta da pesanti tendaggi: rappresenta l'Archetipo del Maestro o del Divino interiore, accessibile solo a chi completa la scalata ed è pronto a guardare oltre il velo dell'illusione (il Velo di Iside).
Il Mare della Creazione e la Nuova Alba
Il paesaggio centrale funge da raccordo cosmico e psicologico.
La distesa d'acqua calma e nebbiosa rappresenta l'Inconscio Collettivo o le "Acque Primordiali" dell'alchimia, il grembo da cui nasce ogni forma di vita e coscienza.
Sullo sfondo, le montagne aguzze e illuminate suggeriscono una meta lontana, la Città Celeste o Filosofica verso cui l'umanità intera, sebbene lentamente, sta evolvendo.
In sintesi, il quadro mette in scena il mistero della mezzanotte cosmica: il punto di passaggio in cui il vecchio mondo materiale crolla (le rovine), ma dalle cui ceneri l'anima spirituale può risalire verso la luce e l'immortalità.







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