Il ministro Lollobrigida ha attaccato frontalmente gli autotrasportatori in sciopero sostenendo che chi non fa arrivare le merci a destinazione sta compiendo un reato. Questa è l’ultima reazione del governo dopo che in alcune zone del Sud Italia i supermercati cominciano a fare i conti con le mancate consegne e si vedono i primi scaffali vuoti.
Dal 16 ottobre è infatti in corso una mobilitazione degli autotrasportatori del Sud. Al centro della protesta c'è il ovviamente caro gasolio, insieme all'aumento dei costi di gestione e dei collegamenti marittimi. Il problema è semplice: se trasportare le merci costa sempre di più e lavorare diventa economicamente insostenibile, prima o poi le conseguenze arrivano anche a chi fa la spesa.
Il governo invece di intervenire subito ha fissato l’incontro alla fine del mese. Devono prendere tempo perché non vogliono fare un intervento radicale.
Siamo il paese messo peggio in Europa in rapporto ai salari medi. E l’unico in cui il governo non ha il coraggio di fare letteralmente nulla.
Paghiamo decenni di ritardi nelle politiche energetiche, di negazionismo sui problemi del clima, di rifiuto di modificare la logistica delle merci, di asservimento statale agli interessi della grande distribuzione e delle compagnie energetiche.
Nell’immediato serve subito tagliare le accise - cosa promessa dalla Meloni per anni e mai fatta - e tassare le grandi compagnie energetiche per recuperare risorse da destinare per imporre un tetto ai prezzi alla pompa. E poi serve una politica dell’energia che regoli i consumi e permetta a ogni comunità di essere indipendente dai grandi oligopoli attraverso fonti energetiche alternative locali, collettive e non inquinanti.
La tecnologia ce lo permette da tempo, è la volontà politica che manca.
Cronache Ribelli

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