Billie trascorse i primi anni della sua vita a Baltimora, trattata duramente dalla cugina della madre alla quale quest'ultima l'aveva affidata mentre lavorava come domestica a New York.
A 10 anni fu stuprata e in seguito dovette evitare diversi altri tentativi di violenza.
Ancora bambina, raggiunse la madre a New York, e cominciò a procurarsi da vivere prostituendosi in un bordello clandestino di Harlem. Quando la polizia scoprì il bordello, Billie venne arrestata e condannata a quattro mesi di carcere. Rimessa in libertà, decise, per evitare di tornare a prostituirsi, di cercare lavoro come ballerina in un locale notturno.
Non sapeva ballare, ma venne assunta immediatamente quando la fecero cantare e, ad appena quindici anni iniziò la sua carriera di cantante nei club di Harlem.
In questo periodo le colleghe iniziarono a chiamarla "Lady" (la signora) perché si rifiutava di ricevere le mance dai clienti prendendo, come facevano tutte, le banconote tra le cosce.
Nel 1939, sfidando le discriminazioni razziali che colpivano i neri, cantò una canzone coraggiosa, Strange Fruit: il frutto era il corpo di un nero ucciso dai bianchi ed appeso a un albero.
Prostrata dal suo matrimonio e dalla morte della madre, Billie cominciò ad assumere eroina.
Morì per le complicazioni di un'epatite ad appena 44 anni, il 17 luglio 1959, nel letto di un ospedale, sorvegliata da un agente del servizio narcotici.
.

Nessun commento:
Posta un commento