lunedì 25 ottobre 2010
Rimbaud - I Corvi
Signore, quando la prateria è fredda,
e nei casolari in rovina
si sono spenti i rintocchi dell'angelus...
sulla natura sfiorita
fate piombare dall'immensità del cielo
i cari corvi deliziosi.
Armata bizzarra dalle severe strida
i venti freddi minacciano i vostri nidi!
Voi, lungo i fiumi ingialliti,
sopra le vecchie strade dei calvari,
e i fossati, i burroni
disperdetevi e radunatevi!
Dove dormono i morti di ieri,
a migliaia, sui campi di Francia,
volteggiate, non è vero?, d'inverno:
ogni passante non dimentichi!
Sii dunque lo strillone del dovere
o mio nero uccello funebre!
Ma, o santi del cielo, sull'alta quercia,
pennone sperso nella sera incantata,
lasciate le capinere di maggio
per chi nel bosco profondo è incatenato
nell'erba da cui più non si fugge,
la sconfitta senza domani.
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