Nel 2015 Mohamedou Ould Slahi detenuto di Guantánamo ha parlato al mondo e lo ha fatto con un libro. Guantánamo Diary parla della sua esperienza in una delle prigioni più malfamate al mondo.
Le sue parole danno un volto umano ai presunti “terroristi” che il governo americano ha rinchiuso a Gitmo, più di 750 dal 2001. Almeno sette sono morti sotto custodia. Molti sono stati spostati in altre prigioni. Centoventidue rimangono. Le torture che Mohamedou descrive ricordano quelle subite sotto la Dittatura dei Colonnelli in Grecia o sotto Pinochet in Cile. Sevizie, molestie sessuali, minacce di morte, pestaggi. Mohamedou dice di essere stato bendato e costretto a bere acqua salata, lasciato a lungo senza cibo e acqua, tenuto sveglio tutta la notte, costretto ad ascoltare a ripetizione fino alle cinque del mattino la canzone metal:
Bodies dei Drowning Pool

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