Stanley Spencer - Magnolias (1938)
L'ombra della magnolia
: : Eugenio Montale : :
L’ombra della magnolia giapponese
si sfoltisce or che i bocci paonazzi
sono caduti. Vibra intermittente
in vetta una cicala. Non è più
il tempo dell’unìsono vocale,
Clizia, il tempo del nume illimitato
che divora e rinsangua i suoi fedeli.
Spendersi era più facile, morire
al primo batter d’ale, al primo incontro
col nemico, un trastullo. Comincia ora
la via più dura: ma non te consunta
dal sole e radicata, e pure morbida
cesena che sorvoli alta le fredde
banchine del tuo fiume, − non te fragile
fuggitiva cui zenit nadir cancro
capricorno rimasero indistinti
perché la guerra fosse in te e in chi adora
su te le stimme del tuo Sposo, flette
il brivido del gelo… Gli altri arretrano
e piegano. La lima che sottile
incide tacerà, la vuota scorza
di chi cantava sarà presto polvere
di vetro sotto i piedi, l’ombra è livida, −
è l’autunno, è l’inverno, è l’oltrecielo
che ti conduce e in cui mi getto, cèfalo
saltato in secco al novilunio.
Addio
da La Bufera e altro (1956)
Nel cortile della casa di Montale a Firenze crescevano due grandi piante di magnolia. Negli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e del fascismo, la magnolia divenne per lui il simbolo della resistenza morale della cultura e della natura contro la distruzione e la barbarie della guerra.

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