Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 27 gennaio 2023

Sepolto vivo





Antoine Wiertz L'inhumation précipitée (1854)
Wiertz Museum Bruxelles

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Io credo che il peggiore incubo di tutti noi sia quello di svegliarci chiusi in una bara 2 m sotto terra. 


La sepoltura da vivo è una tipologia di sepoltura in cui il sepolto è ancora in vita per:
- Motivi rituali
- Penali 
- Accidentali

Accidentale - Partiamo dall'ultima. Si parla qui delle esequie premature seguenti a morte apparente, quando cioè si ritiene per errore che una persona sia morta mentre è ancora viva.

Questa la storia di Gerone di Colonia.
Tietmaro riporta che Gerone venne colpito da una malattia che lo avrebbe fatto sembrare morto. Accudito da Evergero, suo successore della cattedra di Colonia, venne posto in una bara mentre era solo apparentemente morto; la bara venne posta in chiesa. La terza notte si risvegliò e per tre volte chiese aiuto; egli venne sentito da alcune persone, ma queste vennero riprese da Evergero e colpiti con un bastone. Gerone quindi morì sepolto vivo.

Rituale - Nella cultura persiana l'usanza rituale della sepoltura di persone vive è attestata in Erodoto, in questo caso come offerta rituale ad una divinità infera:

«E, saputo che questa località si chiamava «Nove Strade», vi seppellirono vivi altrettanti fanciulli e fanciulle figli di indigeni. Uso persiano è il sotterrare persone vive dal momento che so che anche Amestri moglie di Serse, essendo divenuta vecchia, invece di se stessa offrì per ringraziamento un sacrificio a quelle che essi ritengono la divinità di sotterra facendo seppellire quattordici fanciulli persiani, figli di uomini ragguardevoli.»

(Erodoto. Storie, Libro VII, 114)

Penale - Nell'antica Roma, come testimonia Petronio nel Satyricon, la pena per le vestali che avevano violato la castità era la sepoltura da vive in una tomba. L'imperatore Zenone, secondo una leggenda popolare, fu sepolto vivo dopo aver perso i sensi perché ubriaco o ammalato; risvegliatosi, avrebbe chiesto aiuto, ma la moglie Ariadne non avrebbe permesso di aprire il sarcofago.

Nel 1447 Mircea II di Valacchia, fratello maggiore di Vlad III, dopo essere stato accecato con un ferro rovente, venne sepolto vivo a seguito di una congiura dei boiari di Târgoviște.

In Danimarca, nello statuto di Ribe del 1269, per i ladri di sesso femminile fu indicata la sepoltura prematura come condanna. Sempre in Danimarca, la stessa pena fu indicata per le adultere (per gli adulteri era prevista la decapitazione) durante il regno di Margherita I (10 agosto 1387 – 28 ottobre 1412).

In Italia, durante i fatti della Rivoluzione altamurana del 1799, nella città di Altamura furono fucilati e sepolti ancora in vita i prigionieri sanfedisti catturati, poco prima dell'entrata del cardinale Fabrizio Ruffo in città.

Durante il regno dello Zar Pietro I (Pietro il Grande) vigeva la pena capitale e i metodi di esecuzione erano estremamente crudeli e includevano l'affogamento, la sepoltura da vivi, e l'introduzione di metallo liquido nella gola.


In arte e letteratura un celebre caso di condanna a morte per sepoltura da vivo è quella che nell'Aida colpisce Radames, generale egiziano reo di tradimento, al quale di nascosto si associa l'eroina stessa del dramma.





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