Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 14 ottobre 2022

Longyearbyen: la Città Norvegese dove è “Vietato Morire”







di: Matteo Rubboli

Una legge che “vieta di morire” è la strana e odierna realtà di Longyearbyen, la città più popolosa delle isole Svalbard.

Longyearbyen, uno degli insediamenti umani più settentrionali del globo, è abitato da circa 2.000 persone, e assomiglia ad un paese delle meraviglie artico quando l’aurora boreale crea spettacoli di luci di mezzanotte nel cielo sopra la città.
Il terreno sotto al cielo di questo splendore artico è tutt’altro che magico.

Le temperature, quasi sempre sotto zero, mantengono il terreno nello stato di permafrost, congelando tutto ciò che esso contiene.

Negli anni ’50 gli abitanti scoprirono che il terreno costantemente ghiacciato impediva ai cadaveri di decomporsi, e molte delle persone sepolte rimanevano praticamente intatte.

Nel caso in cui una persona raggiunga le condizioni che suggeriscano la morte imminente viene trasferito negli ospedali della terraferma, anche in aeroplano, dove potrà spirare in modo “libero”. Nel caso invece, non remoto, di morte accidentale o “imprevedibile”, il cadavere viene trasferito in Norvegia e sepolto in cimiteri aperti. Nel remoto caso in cui una persona voglia che i propri resti rimangano sulle isole Svalbard, ci si può far cremare e far spargere le ceneri sull’isola, ma è comunque necessario un permesso speciale delle autorità cittadine.

I cadaveri dell’antico cimitero sono stati tutti esumati e cremati, e oggi al loro posto si trovano soltanto le ceneri, ricordate da alcune croci simboliche.





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