Nient'altro che misere ombre di poveri commedianti che si dimenano e pavoneggiano su un palco, in quella che è la nostra ora. Poi, di noi, non si udrà più nulla.
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
🧡
2 commenti:
Dopo 400 anni si cita ancora. Indovinata "confusione" tra autore personaggio attore e spettatore. La forza di quel teatro sta anche in questa sovrapposizione. Il povero Verdi si tormentò tutta la vita cercando di avvicinarsi.
Non voleva essere così profonda. Parlare di attori era semplicemente per dire che non riusciamo neanche ad essere noi stessi, ma l'ombra di un qualcosa di inesistente. Mi viene in mente Jacques Brel in tutt'altro contesto quando dice: "l'ombra della tua ombra, l'ombra della tua mano, l'ombra del tuo cane." (v3l3no)
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