Il 31 gennaio 1943 il gen. Friedrich Paulus, comandante della VI Armata tedesca, si arrese a Stalingrado, dopo un'estenuante battaglia combattuta strada per strada per 163 giorni. Fu la prima sconfitta dell'esercito nazista nella sua travolgente conquista dell'Europa. Fu l'inizio della fine, perché da quel momento l'Armata Rossa, a un prezzo altissimo di vite umane, iniziò un'inarrestabile avanzata. A Stalingrado Hitler fu sconfitto.
Piaccia o non piaccia.
Da quel giorno, come cantano gli Stormy Six, la croce uncinata d'ora in poi avrebbe trovato Stalingrado in ogni città.
Due anni e tre mesi più tardi l'avrebbe trovata anche a Schio, una cittadina industriale con una robusta tradizione antifascista, situata in posizione strategica per la ritirata verso la Germania.
A Schio, dopo una sanguinosa battaglia durata quattro ore, i paracadutisti del 1° Rgt. Fallschirmjager, che avevano per mesi tenuti inchiodati gli angloamericani a Cassino, abbassarono le armi davanti ai partigiani del Gruppo Brigate “Garemi”, un esercito di straccioni male armati comandati da comunisti reduci dal confino.
Ripeto: piaccia o non piaccia.
Ugo De Grandis su feisbuc
1 commento:
I Partigiani hanno fatto egregiamente il loro dovere ma le due cose non sono paragonabili. I partigiani hanno dimostrato che la dignità dell'Italia non era morta. Stalingrado ha dimostrato che il Nazismo non vinceva.
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