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domenica 5 agosto 2018

gen. Gastone Gambara




Eccolo, questo è Gastone Gambara. La faccia ci ricorda un qualche parente o conoscente.
In realtà Gastone Gambara è stato un generale italiano.
Nel settembre 1942 Gambara assunse il comando dell'XI Corpo d'Armata di stanza nei Balcani dove rimane fino al 5 settembre 1943.
Ad Arbe, in località Campora, venne allestito dalle autorità militari italiane un campo di concentramento destinato a raccogliere i civili rastrellati nella zona d'occupazione italiana. Nei primi otto mesi dei circa 6.500 civili che vi passano (nella quasi totalità vecchi, donne e bambini), oltre 1.000 trovano la morte. Gli storici slavi come Tone Ferenc, Ivan Kovacic e Bozidar Jezernik indicano in un numero compreso tra i 1 447 e i 1 167 i decessi avvenuti al campo.
Il 15 dicembre 1942 Emilio Grazioli, alto commissario per la Provincia di Lubiana, trasmise al Comando dell'XI Corpo d'Armata, a cui da poco si era insediato Gambara il rapporto di un medico in visita al Campo di concentramento di Arbe dove gli internati «presentavano nell'assoluta totalità i segni più gravi dell'inanizione da fame»,Gamabara rispose: «Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo d'ingrassamento. Individuo malato = individuo che sta tranquillo».

In realtà ad Arbe l'esercito internò 10.000 civili e 1.500 prigionieri tra i qiali 100 con meno di 10 anni. Morirono di fame, stenti e percosse.

Nessuno può vivere con 80 grammi di pane al giorno e una ciotola di zuppa tenuta nei bidoni utilizzati per la benzina. E nessuno accetterebbe di lavarsi in acqua stagnante e infetta pullulante di pidocchi. Nessuno. Eppure il valoroso generale Gastone Gambara non era d'accordo.
Il campo di Arbe in italiano, era il peggiore di tutti, situato su un'isola dell'Adriatico, oggi rinomata località turistica. Al suo interno, oltre ai partigiani jugoslavi, vi erano centinaia di bambini, donne e anziani, con il campo che arrivò a ospitare tra le 7500 e le 15000 persone. E le condizioni pessime nelle quali vivevano gli internati non erano certo casuali.
“Li vuole ammazzare tutti (gli sloveni della regione di Lubiana). Mi permetto osservare che sono un milione. Non importa, risponde deciso: bisogna fare come gli ascari e sterminarli tutti”.
Queste le parole di una conversazione tra Galeazzo Ciano e Aldo Vinussoni, segretario del PNF. Da qui le incursioni, i villaggi bruciati, le esecuzioni sommarie. E i campi. Stipati in tende, i prigionieri erano esposti a tutte le intemperie. Nel settembre 1942 un'inondazione travolge la zona femminile. Il giorno successivo affiorano uno dopo l'altro i corpi delle donne e i corpicini dei bambini. Sono soprattutto loro a soffrire delle infezioni e delle malattie che colpiscono il campo, nel quale moriranno circa 1500 persone, tra cui un centinaio di bambini sotto i 10 anni. Molti altri moriranno in seguito al trasferimento in altri campi quando venne cambiata la “funzione” di quello di Arbe.
Nessuno pagò per gli orrori avvenuti ad Arbe. Gambara morì nel suo letto, senza subire mai processi per quanto avvenuto nei Balcani. Anzi, venne reintegrato nell'esercito nel 1952. E la memoria delle violenze italiane nell'ex Jugoslavia è sparita così, senza troppi problemi, insieme alle nostre responsabilità nel conflitto più brutale della storia umana.



da: wikipedia e Cannibali e Re

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