VII. I nostri piaceri non si disperdono nè scompaiono;
in un modo diverso ci segnano al pari dei nostri dolori.
Quel piacere che ci sembrava per sempre svanito,
ci salverà da una crisi
e a nostra insaputa
perorerà ora contro quella delusione,
ora contro quella tentazione di rinuncia e di abbandono;
avrà creato in noi
dei nuovi legami di cui non siamo consapevoli
e rinforzato una quantità di piccole speranze
che controbilanceranno quella tendenza della memoria
a non conservare che le vestigia dell’atroce e del terribile.
Perchè è venale, la nostra memoria:
sostiene la causa dei nostri dolori,
si è venduta ai nostri dolori.
: : Emil Cioran, La tentazione di esistere : :
. . .
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