Il polpo è un animale affascinante.
Ha tre cuori. Due pompano sangue venoso nelle branchie e uno è responsabile della circolazione nel resto degli organi. Quando il polpo nuota, quest'ultimo cuore smette di battere: ecco perché il mollusco tentacolato preferisce strisciare sul fondale anziché nuotare, un'attività che lo lascia stremato.
Ma la cosa che più incuriosisce sono i tentacoli.
Due terzi dei neuroni dei polpi risiedono nei loro tentacoli e non nella testa. Può quindi capitare che un tentacolo risolva un piccolo compito come aprire il guscio di una conchiglia mentre il suo proprietario è impegnato in altre faccende, come per esempio l'esplorazione di un anfratto nel reef. I tentacoli possono continuare a reagire agli stimoli anche quando sono separati dal resto del corpo (il polpo li può anche perdere volontariamente se sono finiti nelle grinfie di un predatore, pur di riuscire a scappare).
La scoperta di questi neuroni ha confutata la classificazione storica di animale a otto zampe. Il polpo infatti ha due gambe e sei braccia. La maggior parte dei suoi tentacoli serve infatti per manipolare gli oggetti e solo due hanno funzione vera e propria di locomozione.
I tentacoli, provvisti di ventose, possono attaccarsi a qualsiasi cosa, ma nessun polpo si impiglia mai nel suo stesso corpo. Qualcosa di sconosciuto non li fa appiccicare alle altre braccia. E per questa ragione, pur senza essere controllati dal cervello, i tentacoli non si intrecciano mai, non finiscono per appiccicarsi l'uno all'altro come sarebbe logico aspettarsi. Madre natura evita questo tipo di incidenti, che complicherebbero assai, in effetti, la vita dell'octopus. È un meccanismo di auto-riconoscimento presente nella pelle del polpo a impedire che si annodi nel suo stesso corpo. E la dinamica di come i tentacoli interagiscono in modo indipendente senza mai formare dei nodi inestricabili viene attualmente studiata nel campo della robotica.

4 commenti:
affascinante,basta che non sono sotto i miei occhi. Paolo
neanche olio e limone?
ma per carità d'Iddio
ahahaha... non sai che ti perdi.
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