Queste sono le oche del Chiostro della Cattedrale di Barcellona.
Sono 13 oche - vivono qui e si bagnano nella fontana che vedete.
Il 13 non è casuale: tredici erano gli anni della martire e 13 le torture a cui fu sottoposta dai romani.
Tra le altre cose, Eulalia, fu esposta nuda al pubblico in pieno inverno, chiusa in una botte piena di chiodi e vetro e fatta rotolare per la strada che ancor oggi porta il suo nome: Baixada de Santa Eulalia. In seguito le furono tagliati i seni e crocefissa su una croce a forma di X. Infine decapitata.
Alla fine del martirio una colomba volò dal suo petto.
. . .
Federico Garçia Lorca - da: "Il martirio di Eulalia" (II - Il martirio)
Flora nuda sale
piccole scale d'acqua.
Il console chiede un vassoio
per i seni d'Eulalia.
Un fiotto di vene verdi
sboccia dalla sua gola.
Il suo sesso trema impigliato
come un uccello nei rovi.
Per terra, ormai senza guida,
saltano le sue mani tagliate,
che ancora possono incrociarsi
in tenue preghiera decapitata.
Dai rossi buchi
dov'erano i suoi seni
si vedono cieli minuscoli
e ruscelli di latte bianco.
Mille alberetti di sangue
le coprono tutta la schiena
e oppongono umidi tronchi
al bisturi delle fiamme.
Centurioni gialli
di carne grigia, insonne,
giungono al cielo sbattendo
le loro armature d'argento.
E mentre vibra confusa
passione di crini e spade,
il console porta sul vassoio
i seni bruciati d'Eulalia.

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